Colpo all’immagine

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Bologna. Santuario della Beata Vergine di San Luca

Lo scapigliato Vittorio Sgarbi non si mentisce. Intervistato nell’ambito della mostra I Maestri bolognesi il critico d’arte più famoso d’Italia ha detto chiaro e tondo che Bologna non è mai stata capitale dell’arte e continua a non esserlo. Gli si può rimproverare tutto all’ex Sottosegretario ma non di avere peli sulla lingua. E per una volta tanto bisogna dargli ragione. La bella addormentata, ossia Bologna, tenta ancora di vendere lucciole per lanterne.
Allo scopo allestisce convegni, conferisce lauree honoris causa a destra e a manca, chiama
star del piccolo schermo a inaugurare stand e fiere, insomma fa una sacco di marketing
territoriale ma ormai la qualità della sua vita, della sua cultura, della sua economia sono un
pallido e lontano ricordo. A Sgarbi il merito di non essersi unito al coro di pinocchi nostrani
che raccontano favole a pagamento.

A sinistra di Marcuse
Come Sgarbi anche il Cardinale Biffi è un personaggio di potere che certo non le manda a
dire. Alla messa di inizio dell’anno scolastico ha parlato del ruolo della libertà nel nostro
modo di vivere. Se si escludono i richiami religiosi sembrava di ascoltare un teorico della
Scuola di Francoforte, un filone della sociologia tra i più radicali e oggi ovviamente cestinato
dalla dittatura neo-fascista del pensiero unico. Riassunto in poche parole il Cardinale ha
attaccato il permissivismo attuale indicandolo come una nuova forma di schiavitù. Gli
obiettivi polemici sono le mode e il consumismo veri “condizionatori” sociali che schiavizzano
i giovani consegnando loro una realtà fatta di apparenze, di finte trasgressioni. E per
mantenere in piedi questa realtà la menzogna dilaga. Una menzogna multiforme che
impedisce di distinguere il giusto dall’ingiusto, conseguentemente di prendere decisioni
ragionevoli e in definitiva di essere liberi. Biffi ha espresso una delle più drastiche condanne al
modello di vita imposto dal capitalismo con la violenza della moda, della pubblicità e della
televisione. Da tempo la Chiesa ha compreso chi davvero fa politica nelle società controllate
dai mezzi di comunicazione di massa. La maggioranza dei politici di sinistra no. Consiglio:
vadano a messa ogni tanto.

Caduta di stile
Per non disturbare il proprio sonno, la bella addormentata non poteva che scegliere un
Sindaco intermittente: Giorgio Guazzaloca. Un primo cittadino perennemente assente alle
riunioni del consiglio comunale. Ma presenzialista a meeting che assicurano le luci della
ribalta. Al solito ennesimo convegno, stavolta sulla salute in città, Sua Intermittenza si è
trovato però di fronte alla contestazione dei cittadini che hanno srotolato uno striscione che
ricordava 250 bolognesi morti ogni anno a causa dello smog. Manifestazione apostrofata da
Sua Intermittenza come una “cosa generica, di quelle che si vedono un po’ dappertutto”. Gli
ha fatto eco l’Assessore alla Sanità Gian Paolo Salvioli. Il quale ha affermato che responsabili
dell’inquinamento causato dal traffico sono i cittadini con il loro stile di vita. Uno stile di vita
che non si può cambiare. Più generici di così… si muore.

Patrizio Paolinelli, rubrica “Botta e risposta”, il Domani di Bologna, 17 ottobre 2002.

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