Le rivolte della destra

egge-antifumo_FWChi l’avrebbe detto, un alleato nazionale tutto legge e ordine che disubbidisce ai superiori. Chi è? Ma lui, Enzo Raisi, l’estroverso Assessore della Giunta Guazzaloca. Combina poco e niente l’Assessore. Però riesce a far parlare di sé. Stavolta nella sua veste di deputato. Si è
fatto intervistare per informare il popolo che lui sulla Legge antifumo che sarà presentata dal suo Governo voterà contro. Perché? Perché è un fumatore accanito di sigari cubani, non è un puritano all’americana, perché i piccoli esercenti rischiano di perdere clienti e per favorire i consumi. Il fiuto politico di Raisi è notevole. In due parole e per di più prendendo spunto da un prodotto del nemico l’Assessore-Deputato dipana l’intera filosofia politica della destra: l’Io ipertrofico che viene assolutamente prima del prossimo (me ne frego degli altri che non
fumano), l’indipendenza nazionale dai nostri padroni a stelle e strisce (intolleranti nei confronti di un’abitudine che danneggia tutti), la tutela dell’egoismo mercantile (per il quale affumicare avventori è la strada più facile per far girare i quattrini), una strizzatina d’occhio alla macroeconomia (l’importante è che la gente spenda, non importa per cosa, così le aziende non vanno in crisi). E’ evidente che questo saporito minestrone conduce all’imbarbarimento della società. Più la gente è avvelenata più starà male, più è individualista più sarà aggressiva. Così insieme ai sigari circoleranno ancor più manganelli e pistole, ossessivi e fantasmatici prolungamenti della destra. La legge e l’ordine appena contestata produrrà la richiesta di maggiore legge e ordine. Ci sa fare l’Assessore.

Risvegli
Rammentate la favola del milione di posti di lavoro inventata dal Televenditore oggi
Presidente del Consiglio? E l’Italia Felix? E il Presidente operaio? Nel dubbio, prima di
scrivere il pezzo mi sono dato anch’io al sondaggio. E così ho telefonato ad un campione
selezionato di amici bolognesi per rispolverare la loro memoria. Ero convinto di andare sul
sicuro. Invece, niente da fare: tutti belli e addormentati i miei intervistati, come la nostra
amata città. Qualche vago ricordo, un paio di salaci battute, persino un rimprovero laterale:
“ma perché ci hai creduto fessacchiotto?”. E così ho scoperto che le narrazioni rivolte
all’inconscio collettivo vengono presto rimosse. Insomma la politica non si fonda più sulla
memoria ma sull’amnesia. Però, c’è un però. La crisi della Fiat ha prodotto a Bologna 80
licenziamenti alla Magneti Marelli (controllata dall’azienda torinese). E il primo cittadino
cosa fa? Enigmatico come una sfinge Sua Intermittenza Guazzaloca praticamente tace.
Persiste nel coltivare il mito dell’uomo al di sopra delle parti. Tanto al di sopra che si guarda
bene dal promettere alcunché, dal raccontare qualsiasi fiaba, dall’assumere impegni concreti.
Agli 80 licenziati neanche la soddisfazione di una storiella tremenda e divertente come quelle
a cui ci ha abituato il Televenditore. Signor Sindaco, se proprio non vuol parlare noi la
rispettiamo. Ognuno ha il suo stile. Faccia almeno un disegno e lo invii agli 80 licenziati.
Siamo sotto Natale.

Patrizio Paolinelli, rubrica “Botta e risposta”, il Domani di Bologna, 3 novembre 2002.

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