Dal sogno all’ipnosi

oos_10Il nostro intermittente Sindaco parla pochissimo ma sta apprendendo nozioni avanzate di
marketing. Ad esempio come farsi pubblicità tacendo e nulla facendo. Così ecco spuntare il piano di una megagalleria per l’esposizione dei progetti della Bologna futura: metropolitana, tram, alta velocità ecc. A sostenere l’operazione di immagine di Sua Intermittenza sono in cinque: tre Spa e due Fondazioni cointeressate alla realizzazione dei progetti. Come dire? Una mano lava l’altra e tutte e due lavano il viso della bella e addormentata Bologna. Le élite politico-economiche della città potranno finalmente annunciare il risveglio della città. Domanda: i bolognesi ci cascheranno? Certo la trappola è ben congegnata anche se scopiazzata da quella del Televenditore nazionale con la retorica del ponte sullo stretto di Messina. D’altra parte l’intento ipnotico è evidente: il progetto della mostra prevede due enormi gocce luminose di cento metri quadri l’una che faranno da richiamo per lo spazio espositivo. Una metafora dello sguardo di Sua Intermittenza? Il Sindaco che non parla, non ascolta ma tutto vede. E’ già qualcosa.

Vai e vieni
La bella addormentata perde abitanti da oltre vent’anni. E la fuga non ha interessato solo i redditi
medio-bassi. Sembra che anche molti cervelli se la siano data a gambe. Tuttavia sapienti campagne
di marketing territoriale c’hanno messo una pezza. E il mito di Bologna la dotta ha resistito. La
realtà naturalmente è diversa dal mito. Ossia: 1) l’Università è un circuito chiusissimo; 2) le aziende
sono in genere di piccole dimensioni e non hanno risorse per investire in ricerca. Insomma,
intelligenze tante opportunità scarse. Ma qualcosa sembra stia cambiando: la facoltà di Medicina
apre le porte al ritorno di uno scienziato italiano emigrato per 14 anni negli Usa. Che sia l’inizio di
un’inversione di tendenza? Che l’Università si apra alle tante professionalità che la sfiorano? Alla
città, al mondo? Al momento questi sono sogni e Bologna resta ancora bella e addormentata. In
ogni caso auguri sinceri al nuovo arrivato.

De profundis
Sua Intermittenza ha dato il via per la privatizzazione dei servizi cimiteriali. E uno dei 120
operatori ha esibito nell’aula del Consiglio Comunale un cartello di protesta con sopra scritto:
<Latitanza + immobilismo della A.C. = Svendita totale. Guazzaloca ascolta i lavoratori>. Senz’altro
l’invocazione sarà accolta. Ma prima i 120 lavoratori devono compiere il seguente percorso: a)
dimettersi e creare una SpA; b) nominare un CdA, un Amministratore delegato, un Direttore
Generale, vari Direttori di vari servizi e soprattutto: il Direttore del Personale; c) prepensionare gli
anziani e assumere giovani interinali da cacciare a pedate appena alzano la testa; d) fare incetta di
finanziamenti pubblici: locali, nazionali ed europei; e) assicurarsi un contratto in esclusiva con la
locale amministrazione comunale per 120 anni. Completato questo tragitto, statene certi,
Guazzaloca vi ascolterà.

Patrizio Paolinelli, rubrica “Botta e risposta”, il Domani di Bologna, 10 novembre 2002.

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