Bologna da bere. Bologna da mangiare

bologna 1Bologna da bere

Ci sono proteste che davvero non si riesce a comprendere. Quella di Domenico Conte ad
esempio. Un trentenne studente lavoratore per due anni assunto come interinale alla Tim di
Bologna e che ora sta facendo il diavolo a quattro perché l’azienda non gli ha rinnovato il
contratto. Lui dice che si tratta di un’intimidazione perché ha organizzato sindacalmente gli
altri colleghi interinali ed è diventato rappresentate della Nidil Cgil. Si vede proprio che non è
tagliato per la new-economy. Ma è mai possibile che si insista ancora con questo anacronismo
del posto fisso? Cosa gli insegnano all’università a ‘sti ragazzi? Ancora non si rendono conto
quanto sia più interessante la vita lavorando un paio di mesi qua, un’estate là. Solo così
possono farsi un curriculum invidiabile, viaggiare, conoscere altre persone, altri ambienti.
Altrimenti sai che noia. E poi Domenico Conte è stato remunerato regolarmente dall’azienda,
circa 450 Euro sonanti mese per mese. Gli pare poco? Non lo sa quanta gente c’è in giro a
Bologna che lavora senza essere pagata? Che ingratitudine. Infine: come fa un giovane che ha
tutta la vita davanti a non considerare la fatica quotidiana dei dirigenti Tim? Poverini, loro
sono costretti al posto fisso, a fare carriera, a gestirsi lauti stipendi, ad assicurarsi una serena
vecchiaia. E’ proprio vero: a fare del bene ci si rimette sempre.

Bologna da mangiare

Chiunque legga i più diffusi manuali di economia politica in circolazione nelle università del
mondo libero troverà scientificamente spiegata l’esigenza di mantenere ai livelli più bassi
possibili il tenore di vita dei lavoratori dipendenti, anche in periodi di vacche grasse per i
profitti privati. Regola perfettamente applicata dal bolognese Cesarino Gamberini. Un
distinto signore che affitta i suoi appartamenti a lavoratori extracomunitari. E’ vero: i
contratti sono a tutto vantaggio della proprietà, i canoni sono assai alti, si tratta di locali
pericolanti e il soffitto di uno di questi è crollato sulla testa degli inquilini. Ma non è così che ci
si tempra? Non è giocando con il pericolo che milioni di italiani emigrati nelle Americhe
hanno fatto fortuna? Mica li hanno accolti a braccia aperte. Hanno dovuto accettare e vincere
sfide su sfide. E trovare casa nella ricca e civile Bologna è una di queste sfide. Gamberini ha
dato agli extracomunitari quello che cercavano: il rischio. Come insegna Popper la libertà non
è gratis: è conquista, avventura. E per una tragedia sfiorata un nostro stimato concittadino si
ritrova sulle pagine dei giornali dipinto come uno speculatore. Addirittura il Comune gli
intima di ristrutturare gli appartamenti. Ma come si faranno le ossa i nuovi arrivati? Da
questa vicenda risulta evidente che nella nostra città la democrazia è in pericolo. Siamo certi
che resisterà: per fortuna Bologna pullula di personaggi come il Sig. Gamberini. E non da
oggi.

Patrizio Paolinelli, il Domani di Bologna, 24 novembre 2002.
Rubrica: Botta e risposta. Parole e immagini di Bologna.

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