Modesta proposta

200traffico boA Bologna i pedoni non sono mai stati amati dalla politica, né dall’amministrazione pubblica, né, ovviamente, dall’economia. Lo dimostra il fatto che in città non esistono isole pedonali degne di questo nome, o meglio esistono delle finte e minute aree pedonali perennemente attraversate da motorini e, dove c’è spazio sufficiente, anche da automobili. Negli anni scorsi l’odio viscerale dei vari poteri locali nei confronti dei bolognesi appiedati si espresso in maniera perversa con la ristrutturazione di Via del Pratello e Piazza S. Stefano: inagibili per chiunque ami camminare perché la pavimentazione è fatta di ciottoli. Ultimamente leggo sempre più spesso di pedoni falciati e uccisi da automobili in corsa. Ovviamente queste morti passano come fenomeni naturali quali la pioggia, al più come il prezzo del progresso. In realtà sono vittime di un sistema sociale estremamente violento e ottuso. Ma è perfettamente inutile dimostrare la straordinaria inciviltà di un modello di vita che mette al primo posto gli interessi del motore a scoppio e delle botteghe rispetto a quelli della vita umana. Non serve perché la mattanza continuerà come prima. Allora lancio una proposta operativa: il pedone con l’armatura. Sì, proprio come nel medioevo. I poteri pubblici si facciano promotori dell’iniziativa, le corazze siano prodotte nelle fabbrichètte, vendute nei negozi e supermarket a prezzi ovviamente stratosferici come si ama fare nella nostra città e il problema del pedone
travolto è risolto. L’anziano farà fatica a muoversi con un centinaio di kg di ferro addosso? Senz’altro. Ma non si può avere tutto. Nel mondo libero la democrazia è equilibrio: meglio in piedi e paralizzati dallo sgobbo che morti stecchiti sull’asfalto.

Viva le donne!
In una simpatica trasmissione televisiva di qualche anno fa condotta da Serena Dandini ad ogni puntata appariva un personaggio femminile che tra le varie performance si esibiva in una canzoncina il cui ritornello faceva: “Sesso senza amore, non lo faccio più”. Da un’indagine recente sembra che le adolescenti dell’Emilia-Romagna abbiano preso sul serio il refrain e consumino il primo rapporto sessuale all’interno di un relazione affettivamente coinvolgente. Questo comportamento suggerisce alcune ipotesi. Innanzitutto che le persone sono assai più intelligenti e sensibili dei pubblicitari, dei boss dello star system e dei padroni dei mass-media che trasmettono 24 ore al giorno l’immagine della donna prostituta. Una donna è tale se è praticamente senza mutande o se è una specie di maniaca sessuale. Basta accendere la Tv a qualsiasi ora del giorno per fare l’opportuna verifica. Seconda ipotesi: la distanza tra i comportamenti imposti dai media e quelli reali ci dice che i padroni della
comunicazione lavorano quotidianamente affinché le persone non crescano, siano ridotte a basso istinto e non sviluppino sentimenti di solidarietà. A loro conviene: più gli individui sono isolati gli uni dagli altri meglio li governano. Ma in silenzio le donne fanno la loro politica: quella dell’amore.

Patrizio Paolinelli, rubrica “Botta e risposta”, il Domani di Bologna, 10 dicembre 2002.

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