Tempo di regali (1)

bologna-assicurazione-gratisCome si fa a dire quel che tutti si dicono da anni in pubblici dibattiti e intascare 140.000 euro?
Semplice: basta svolgere un’inchiesta sociologica, darle un titolo sibillino, ad esempio “Bologna oltre il benessere” e fare contenti i potenti della città consigliando loro di cambiare tutto senza cambiare nulla. Così l’ultraconservatore Censis scopre che traffico, inquinamento e problema-casa stazionano al vertice delle preoccupazioni dei bolognesi. I quali sono belli e addormentati ma non fino al punto di non sapere quel che sperimentano quotidianamente sulla loro pelle. Intanto il rapporto Censis svela che Bologna è popolata di anziani e che la città è al bivio: o accetta le sfide del futuro o è destinata a ripiegarsi su se stessa. Caspita che scoperta! Le Fondazioni Carisbo e del Monte, committenti del rapporto, saranno precipitate nella disperazione più nera dinanzi a cotanta sorpresa. E chi se l’aspettava?

Tempo di regali (2)
Per evitare che i presidenti delle Fondazioni Carisbo e del Monte si becchino un infarto gli
anticipiamo a titolo del tutto gratuito alcune nostre eccezionali scoperte frutto di lunghissimi
studi e grazie alle quali potranno preparare le poltrone alla futura classe dirigente: da circa
due decenni Bologna perde migliaia di abitanti l’anno (sarà il caso di ripopolarla se si vuole
creare un po’ di effervescenza sociale, magari portando il costo della vita a livelli umani); da
dieci anni si tengono in città convegni e dibattiti sulla creazione del Polo multimediale (intanto
Catania lo ha realizzato); gran parte dei marciapiedi di Bologna sono a livello di Terzo
Mondo (sicuramente è il caso di fare qualcosa, non foss’altro per i tacchi delle signore); la
sicurezza è un’ossessione collettiva (l’ha prodotta scientificamente il Resto del Carlino così la
gente non si occupa della criminalità in giacca e cravatta che a Bologna imperversa).
Naturalmente potremmo continuare a lungo con le nostre rivelazioni. Ma come insegna il
Censis, non tutto è gratuito.

Il bolognese e il boa
A Bologna sembra invalsa la moda di riempirsi la casa di animali. Ma non il solito ibrido
cagnolino della solita pensionata che conta i centesimi per arrivare a fine mese. Non il solito
gattino salvato da una vita di strada. No, l’ultima americanata impone di portare i tropici tra
le nebbie padane. Ed ecco che parecchi bolognesi dividono il tetto con una fitta serie di specie
esotiche: scoiattoli d’oltreoceano, tartarughe macchiate di rosso, iguana. Il top del trend
sembra poi toccato dai serpenti: pitoni e boa tra i più gettonati. Pare persino che alcuni
concittadini non riescano a separarsi dai loro rettili e se li portino appresso in autobus. Però
sono civili e li fanno viaggiare in appositi contenitori. Tornati a casa che si diranno mai il
bolognese e il boa nell’intimità domestica? Nulla, ne siamo certi. Ma intanto il vicino è tenuto
lontano, la solitudine in qualche maniera vinta e senza dubbio un serpente non tradisce le
aspettative. Antiumano quanto basta.

Patrizio Paolinelli, rubrica “Botta e risposta”, il Domani di Bologna, 24 dicembre 2002.

 

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