Chi controlla il controllore?

area%20video%20sorvegliataDavid Lyon è un sociologo inglese di orientamento cristiano-sociale di cui in Italia sono stati tradotti tre libri: “La società dell’informazione” (1991), “L’occhio elettronico. Privacy e filosofia della sorveglianza”, (1997) e il recentissimo “La società sorvegliata. Tecnologie di controllo della vita quotidiana” (Feltrinelli, Milano, 2002, dallo strepitoso prezzo di 25 Euro). Quest’ultimo lavoro aggiunge assai poco rispetto a “L’occhio elettronico”, che resta l’opera migliore, e si rivela principalmente come un’operazione commerciale destinata a lanciare definitivamente Lyon tra le star internazionali della sociologia di modo che qualsiasi cosa scriva in futuro si trasformerà immediatamente in un buon affare per l’autore e per gli editori.

Detta questa scomoda verità “La società sorvegliata” è comunque un libro da tenere in
debito conto. I motivi? Almeno due: 1) perché abbandona definitivamente la retorica
della società dell’informazione e afferma che questa immagine è inseparabile da
quella di società sorvegliata; 2) perché il tema della sorveglianza è parte delle
pratiche di controllo sociale, dunque un tema squisitamente politico e al quale la
sinistra, nonostante il buon Rodotà, presta poca attenzione pur essendo diventato
ormai un problema molto serio per la tenuta della democrazia così come
indirettamente dimostra Lyon.

Sui risultati indiretti del lavoro di Lyon arriviamo subito. Prima soffermiamoci sulla
definizione di sorveglianza che ci propone: “qualunque raccolta ed elaborazione di
dati personali, identificabili o meno, allo scopo di influenzare o controllare coloro ai
quali essi appartengono. … Oggi i più importanti mezzi di sorveglianza risiedono
nelle capacità dei computer, che permettono di raccogliere dati per immagazzinarli,
campionarli, ripescarli, elaborarli, venderli e diffonderli”. In altre parole questa
teorizzazione ci dice chiaro e tondo che: 1) telefonare, fare shopping, viaggiare,
inviare e-mail significa lasciare tracce che qualcuno perennemente nascosto al
nostro sguardo utilizza più o meno come crede nonostante sentenze di Tribunali e
Carte dei Diritti; 2) la privacy è definitivamente morta e sepolta riducendosi alla
difesa senza speranza dei propri dati personali; 3) il cittadino è praticamente
impotente dinanzi alle organizzazioni del controllo, siano esse forze dell’ordine o
grandi aziende.

Per Lyons il monitoraggio costante della nostra vita quotidiana da parte di
multinazionali, società assicurative e apparati repressivi dello Stato presenta
vantaggi e svantaggi. Vantaggio principale: tutelarci da pericoli (criminalità, cattivi
beni/servizi). Svantaggio principale: consolidare le divisioni socio-economiche
esistenti. Banalizzando un po’, l’approccio del dare un colpo al cerchio e uno alla
botte non porta da nessuna parte. E’ valido per qualsiasi comportamento umano.
Peggio ancora impedisce di comprendere adeguatamente la portata storica
dell’avvento della società sorvegliata (concetto peraltro introdotto dal ben più
radicale Gary Marx che la Feltrinelli avrebbe fatto bene a pubblicare). Seguendo la
logica di Lyons anche la violenza presenta vantaggi/svantaggi. E’ un difetto
metodologico tipico della sociologia fatta da sociologi politicamente moderati. Tant’è
che Lyon risolve le contraddizioni che stanno facendo traballare il nostro modo di
vivere, come l’essere perennemente spiati, nella speranza agostiniana della civitas
dei (“L’occhio elettronico”) e nel debolissimo concetto di “orchestrazione sociale” che
alla fin fine tiene insieme dominati e dominatori.

Il limite maggiore dell’intera riflessione di Lyon consiste nella mancanza di un’analisi
sulle attuali e dispotiche trasformazioni del liberismo. Il merito maggiore, e per il
quale vale la pena leggerlo, è la descrizione del nuovo volto che sta assumendo il
potere: una tirannia per la quale ogni cittadino è un consumatore o un potenziale
criminale. Tertium non datur. Evidentemente la nuova forma di sovranità che prende
corpo con la società sorvegliata non ha più nulla a che fare con l’idea moderna di
libertà. Una presa di coscienza per la quale Lyon è di aiuto… nonostante Lyon.

Patrizio Paolinelliil Domani di Bologna, 3 gennaio 2003.

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