I libri di Nuovi Mondi Media

libri1In catalogo instant book su problemi di attualità. L’ultimo è “The Bush Show” di Giulia Fossà
Dalla tipografia al Web con la piccola editrice Nuovi Mondi Media

Intraprendente, pragmatico, antiliberista. Ecco il ritratto di Antonio Imparato, giovane laureando in informatica che insieme alla scrittrice Laura Malucelli e all’esperto in comunicazione Roberto Vignoli ha appena fondato a Bologna la casa editrice Nuovi Mondi Media (www.nuovimondimedia.it).
In un momento di crisi della piccola editoria come si spiega un’iniziativa del genere?
Antonio Imparato sembra avere le idee chiare.

“Noi pubblichiamo libri ma intendiamo estendere la nostra capacità di comunicare con tutti i
media possibili: Web, riviste, cd-rom. L’era tipografica ha prodotto una forma mentis che
dobbiamo conservare però l’avvento dell’informatica fornisce nuovi strumenti che dobbiamo
sfruttare intelligentemente”.

Facciamo un esempio concreto per capirci. Avete appena mandato in libreria un
lavoro di Giulia Fossà, The Bush Show. Verità e bugie della guerra infinita. Come si
integra il vecchio libro con i nuovi media?

“Mettendo a disposizione del lettore una serie di servizi. Intanto far trovare il saggio in tutte le
librerie italiane. Poi rendere disponibili sul nostro sito Web, realizzato con software free, interi
capitoli scaricabili gratuitamente. Non solo: avvieremo una politica di sconti per l’acquisto online
prevedendo moduli di e-commerce con modalità di pagamento più che sicure. Presto
svilupperemo un catalogo di libri e cd acquistabili via Internet e stiamo valutando la possibilità
di allestire una rubrica on-line per scrittori in modo da mettere in piedi dei concorsi. Poi
sicuramente metteremo a disposizione di Nuovi Mondi Media i bagagli di controinformazione di
siti come “information guerrilla” diretto da Vignoli, di “e-left.it” che dirigo io e daremo spazio
alle notizie che non trovano posto nei media ufficiali. Per noi il Web riveste un’importanza
strategica, lo consideriamo soprattutto un luogo di incontro, approfondimento,
controinformazione. Esistono già esperienze come quella che stiamo proponendo. Ad esempio,
il sito americano <disinfo> ha raccolto una serie di materiali dal Web e poi ha pubblicato un
libro di controinformazione su argomenti come le banche americane, la mucca pazza, il Bronx.
Il libro è andato benissimo e noi stiamo pensando di tradurlo”.

Lei usa spesso il termine controinformazione. Che come la parola capitalismo è usata
a sinistra con molto pudore, forse per non essere considerati dei vetero. Di più: molti
guru dei new-media considerano la controinformazione un concetto superato. Come
mai questo recupero?

“La linea editoriale della nostra casa editrice è centrata principalmente sui temi della
comunicazione. E’ inevitabile che si incontrino parole del recente passato. Convengo che
l’attuale idea di controinformazione sia differente da quella degli anni ’70. Il suo significato
oggi è un altro. Oggi l’informazione non esiste più. Basta accendere la Tv e ascoltare i teatrini
dei telegiornali per verificare la continua omissione di notizie importanti. Ieri si faceva
controinformazione per tentare di strappare maggiori spazi di visibilità. Oggi si fa
controinformazione facendo informazione vera e propria. Oggi la disinformazione è talmente
diffusa che per essere alternativi basta dare delle notizie”.

Ad ascoltarla sembra di avere davanti il direttore di un quotidiano più che quello di
una casa editrice. Intendo dire, rispetto al libro, considerato un oggetto più nobile di
un giornale in quanto dovrebbe essere meno immediato, più pensato e durare di più
nel tempo, voi nel vostro approccio al mercato integrate fortemente informazione e
cultura.

“Sì, infatti i nostri libri sono prevalentemente instant-book. Anche qui incontriamo una parola
del passato ma che per noi ha un diverso contenuto. Gli instant-book di dieci, quindici anni fa
erano soprattutto prodotti superficiali, usa e getta. Noi proponiamo instant-book riflessivi, di
qualità. Non è una differenza da poco. Giulia Fossà, la giornalista autrice di The Bush Show, si
è spostata in diversi Paesi per raggiungere gli intervistati. Ad esempio per incontrare Robert
Fisk di The Independent è andata a Beirut. Fare un instant-book significa pensare il libro,
trovare il materiale e realizzarlo in tempi brevissimi, tipo un mese. Al di là della rapidità di
pubblicazione i nostri instant-book, pur trattando di attualità, non sono fatti per inseguirla ma
per comprenderla da altri punti di vista. Regaliamoci la pace, il nostro libro curato da Federica
Marrone, è un lavoro destinato a costruire una cultura per principio contraria alla guerra.
Abbiamo venduto 15.000 copie e siamo alla terza ristampa. Probabilmente arriveremo a
20.000 copie, che per il mercato italiano è un vero successo. E tutto il ricavato va ad
Emergency”.

Nuovi Mondi Media cosa offre in più ad un autore rispetto ad un’altra piccola casa
editrice?

“Il tallone di Achille dei piccoli editori è la distribuzione, spesso limitata al territorio regionale.
Noi abbiamo risolto il problema e grazie ad un contratto con la PDE distribuiamo in tutta Italia.
Inoltre tiriamo quantità notevoli. Poi, e non per ultimo, c’è la passione. Curiamo il libro in ogni
suo aspetto. Seguiamo l’autore come se fosse il nostro migliore amico: da quando concepisce il
libro sino alla stampa”.

Patrizio Paolinelli, il Domani di Bologna, 25 febbraio 2003.

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