A maggio esce “Parì Dabar”, una gara tra amici che si svolge in Via del Pratello

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Andrea Gropplero di Troppenburg

A maggio esce “Parì Dabar”, una gara tra amici che si svolge in Via
del Pratello. Un film bolognese. L’impresa è riuscita

Andrea Gropplero è un regista cinematografico nato ad Udine nel 1963. Risiede a Bologna da quando aveva tredici ed è profondamente
innamorato della sua città d’adozione. Tanto innamorato da scommettere il proprio futuro professionale sotto le due torri nonostante varie esperienze in altre parti d’Italia e all’estero.
Diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma nel 1991
e vincitore di un Sacher d’oro nel 1995, Gropplero gira tre film (due
mediometraggi e un cortometraggio) a Bollywood in India per poi
fondare nel 1997 insieme alla moglie, Fiorella Ferrara, una casa di
produzione cine-televisiva indipendente battezzata Pidgin la cui sede
amministrativa è situata nel centro storico di Bologna.

Partiamo dal nome. Cosa significa Pidgin?

Pidgin oltre ad essere il titolo di uno dei miei lavori indiani è l’inglese meticcio
parlato dalle popolazioni colonizzate dagli inglesi. Il Pidgin English è una lingua
nuova, una lingua franca che innesta all’interno della lingua dominante il
dialetto o la lingua di provenienza dei dominati. A me sembra che nel mondo
della comunicazione Pidgin sia una parola significativa perché credo che
nell’era del digitale il problema della convergenza, ossia la mescolanza di
saperi, sapori e linguaggi diversi, sia un elemento di crescita per chi lavora in
questo settore.

Da quante persone è composta la sua azienda?

Non abbiamo dipendenti. Pidgin è composta dal sottoscritto e mia moglie
Fiorella che si occupa di produzione e supervisione alla post-produzione.
Lavoriamo su progetti con figure che potremmo definire atipiche di cui il
mercato della comunicazione è pieno. Per lo spot televisivo più piccolo, diciamo
di 30 secondi, vengono comunque utilizzate tra le 15 e le 20-25 persone.
Alcune di queste figure vengono impiegate per una settimana, dieci giorni.
Altre per i due giorni necessari per girare. E’ evidente che non si può avere
sotto contratto tutti questi professionisti. Non lo fa nessuno, neppure le major
più importanti.

Quali sono le vostre principali produzioni?

Abbiamo realizzato molti documentari, prodotto e co-prodotto lungometraggi.
Inoltre facciamo molto lavoro sul locale: spot e filmati aziendali. Ad esempio
abbiamo realizzato le campagne pubblicitarie dell’Atc, la Coop. Murri, abbiamo
realizzati i filmati per il Caab, per Neri, un’azienda della Romagna leader
mondiale dell’arredo in ghisa e altri. Ora abbiamo prodotto anche un film nobudget
intitolato <Parì Dabar> interamente girato a Bologna e costato
pochissimo. Il titolo richiama ovviamente Paris-Dakar ma la storia è tutt’altra:
è un gara etilica tra amici che si svolge in Via del Pratello. Abbiamo fatto una
grande festa organizzata apposta per il film e tentiamo il recupero di una parte
importante della migliore tradizione del nostro cinema. Penso al neo-realismo
di Zavattini, penso ai pedinamenti, al lavoro sui personaggi, al cinema della
realtà pur lavorando con degli attori. <Parì Dabar> uscirà nelle sale
cinematografiche il prossimo 1° maggio. Attualmente stiamo realizzando dei
filmati aziendali molto più brevi del normale e destinati al Web. Dai classici 5-
11 minuti siamo passati a 2-3 minuti in modo che le aziende li possano
presentare nei propri siti.

Per chi si occupa di produzione cine-televisiva quali sono i vantaggi e
quali gli svantaggi nel lavorare a Bologna?

Ciò che mi ha stimolato nell’aprire la mia attività a Bologna è la grande massa
di progetti proposti dai giovani, studenti del Dams, di Filosofia e altri. Si tratta
di una grande ricchezza professionale. Quando mettemmo in piedi Pidgin mi
sono messo all’ascolto di queste proposte e dei tanti progetti in circolazione. Si
tratta di un background che permette di nascere e crescere. Purtroppo, e qui
passiamo agli svantaggi, a suo tempo questo patrimonio non è stato
valorizzato e forse è anche per questo che il cinema non è cresciuto a Bologna
nonostante ci fossero tutte le condizioni. Debbo dire che c’è stato anche un
problema di mentalità da parte degli stessi operatori del settore troppo intenti
a difendere il proprio orticello. Poi qualche anno fa sono nati tre consorzi
multimediali coordinati tra loro…

Di cui uno, Digicitta, è da lei presieduto

Sì, gli altri due sono Bologna Multimediale e Visioner. Digicittà è quello che
racchiude le imprese di cinema del nostro territorio. Con la nascita di questi
consorzi si è iniziato a ripensare alla configurazione di Bologna nel panorama
nazionale partendo dalla rivoluzione digitale. Una rivoluzione tecnologica che
ha in qualche modo costretto la singola azienda ad aprirsi alle altre per poter
crescere e sviluppare progetti più importanti. Tornando ai vantaggi, lo stimolo
che mi ha spinto ad aprire qui una società è il fermento le idee, la presenza di
professionisti della comunicazione che c’è in città. Ricordo che quando ho
aperto Pidgin espressi alcune perplessità a Nanni Moretti perché a Bologna
c’erano appena tre sceneggiatori e lui mi disse: avrete anche dei limiti ma a
Bologna ci sono almeno 25 scrittori, avete degli eccellenti musicisti; siete molto
fortunati perché dovete scrivere i film con gli scrittori. E aveva ragione perché
poi ho iniziato le mie collaborazioni con Carlo Lucarelli, Giampiero Rigosi,
Simona Vinci, Stefano Benni e via dicendo. Insomma Bologna ti permette dei
lussi che poche altre città ti permettono. Forse nessun altra. Ti permette di
scrivere per il cinema e la televisione con gli scrittori. E’ un valore aggiunto
enorme.

Quali sono le prospettive future di Pidgin?

Diventare un’azienda che produce concetti di prodotto, che concepisce delle
strategie comunicative integrate in ambito cine-televisivo. Senza sostituirsi alle
agenzie di pubblicità significa proporre alle aziende un modo di comunicare
prodotti e servizi utilizzando nuovi linguaggi. Pidgin ha un claim che dice
<Moments Movement Movies> e che significa <Momenti Movimenti Films>.
Ecco credo che questo claim sintetizzi il futuro della mia società: credo sia
importante trovare dei momenti, essere dentro ciò che si muove sul territorio e
realizzare film belli.

Patrizio Paolinelli,

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