Da Bologna la dotta a Bologna la democratica

democracy3Mai come in queste ultime settimane in Tv si parla tanto a sproposito di democrazia. Il motivo
è offerto dalla recente colonizzazione anglo-americana dell’Iraq. L’esercito di giornalisti, commentatori, opinionisti nel libro paga dell’élite economica devono pur trovare una giustificazione alle guerre che l’Occidente scatena per depredare le risorse altrui. Un paio di secoli fa la propaganda parlava di portare la civiltà bianca tra i colorati selvaggi, oggi di portare la democrazia. Un’idea monolitica di democrazia: ne esiste una sola, quella con il marchio a stelle e strisce, ossia quella che fa del denaro la stella polare di ogni comportamento umano. Tutte le altre forme di democrazia, il democratico Occidente le abbatte con la violenza.

Ogni sera in Tv personaggi orrendi e disumani ci spiegano, tra l’altro, che i colpi di
stato fascisti organizzati e/o sostenuti dagli USA per abbattere governi democraticamente
eletti servivano e servono a prevenire future dittature. E’ grazie a questa idea di democrazia
che l’Italia era ed è tutt’oggi un Paese a sovranità limitata. Concetto il cui significato è
semplice: nel recente passato gli USA avrebbero impedito con qualsiasi mezzo l’avvento del
PCI al potere, un po’ come fecero in Cile e ovunque gli paresse. E per dimostrare che
facevano sul serio ecco la lunga stagione della strategia della tensione, un ventennio di bombe
nelle piazze, sui treni, ecco le bombe alla stazione di Bologna.Poi il PCI si è squagliato ma alla democrazia a marchio stelle e strisce non è bastato. Perché per realizzare una dittatura che parla costantemente di democrazia, libertà e diritti umani è necessario agire oltre la sfera della politica: direttamente sulla vita quotidiana. In una parola: l’intero apparato amministrativo dello Stato deve lavorare contro la società al fine di sgretolarla, di farne una somma di individui soli dinanzi ai padroni dell’economia.

E finalmente giungiamo alla nostra amata Bologna. Ogni giorno che passa somiglia sempre più al mondo libero nella versione anglo-americana. Come non si vedeva da decenni sotto le Due Torri sono comparsi interi reggimenti di mendicanti; decine e decine di persone dormono ogni notte all’addiaccio; la vita quotidiana dei lavoratori dipendenti è un incubo di stress, fatica e denaro che non basta mai; gli incidenti sul lavoro e quelli automobilistici fanno ormai parte dell’arredo urbano; l’inquinamento ambientale ha raggiunto livelli inenarrabili; poveri, drogati, extracomunitari ed emarginati di ogni tipo sono additati ogni giorno dal Carlino come gli oggetti su cui il ceto medio può sfogare le sue frustrazioni e deviare l’attenzione pubblica dai suoi crimini, prevalentemente finanziari e fiscali; depressione e disagi mentali vari colpiscono larghe quote di bolognesi; l’infelicità si taglia a fette: basta frequentare qualcuno dei carissimi autobus cittadini e osservare i passeggeri; da ultimo stanno arrivando anche i delitti: 5 nelle ultime due settimane; dei suicidi non ho tenuto il conto. Effettivamente stiamo diventando una città molto americana. Ma per arrivare ad una democrazia compiuta a Bologna manca ancora qualcosa: un gran numero di analfabeti. Negli USA sono diverse decine di milioni. Guazzaloca e Raisi hanno parecchio lavoro da fare.

Patrizio Paolinelli, rubrica ” Botta e risposta”, il Domani di Bologna27 aprile 2003.

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