C’è un imprenditore dalle mille passioni

330_successo_454Francesco Amante. Classe 1947, Amante eredita dal padre la vocazione per gli affari. Ma ci aggiunge il bernoccolo della cultura
“Sento uno spirito imprenditoriale innato e mi interessa molto stare vicino ai giovani. E’ fonte vitale”

Uomo di marketing, imprenditore, finanziere di successo,
organizzatore di conferenze sulle strategie d’impresa, presidente
dell’associazione amici della Galleria d’Arte Moderna, promotore della
tappa bolognese delle mille miglia. Sono queste alcune delle attività di
Francesco Amante. Classe 1947, Amante eredita dal padre la vocazione
per gli affari. Ma ci aggiunge il bernoccolo della cultura. Un sodalizio
oggi sempre più intimo. Ma trent’anni fa erano in pochi a ritenerlo
un’opportunità. Vediamo un po’ come sono andate le cose. Dottor
Amante, quali sono le tappe più significative del suo percorso nel
mondo dell’impresa?

“Inizio giovanissimo nell’azienda di mio padre. Contemporaneamente mi
laureo in economia. Finito il servizio militare passo alla società Ritz. Che
significa Giorgio Faccioli. Il settore è l’abbigliamento e distribuiamo Clarks,
Vuitton, Ballantine. Faccioli mi assume con un periodo di prova lunghissimo e
uno stipendio bassissimo. Era una persona molto dura. Per il mio posto ci
avevano provato in cinque o sei prima di me. Però io ero abituato alla durezza
di mio padre e per me era normalissimo. Tant’è che con Faccioli ho sempre
avuto un rapporto molto bello sia dal punto di vista umano che professionale”.

Un rapporto così bello che lei scala tutti i gradini della gerarchia aziendale…

“Vero. Passo da responsabile amministrativo a dirigente, poi da
amministratore delegato a presidente, infine azionista. Parto con un gruppo da
500 milioni di vecchie lire e lo lascio nel 2001 che ha un volume aggregato di
quasi 200 miliardi con circa 160 persone che lavorano nei vari show-room di
Bologna, Milano, Parigi, Londra e Monaco. Introduco anche marchi come
Timberland, American Footwear e Polo Ralph Lauren”.

Nel 2001 cosa succede? Va in pensione?

“Nooo. C’andrò a 95 anni. Intanto, fino al 31 dic. 2004 mi occuperò, per conto
della Polo Ralph Lauren, della valutazione dell’andamento del business della
mia ex azienda. Poi c’è Finalma, la mia società finanziaria. Per il resto ho
orientato le energie in due settori. Il primo è legato alla costituzione di una
banca d’affari che si chiama Carthesio. Ha sede a Londra ed è costituta da
imprenditori e dirigenti che ho conosciuto per vari motivi di lavoro. Nel giro di
due anni diventerà una banca. L’altro settore è la partecipazione a start up. Ho
iniziato all’estero e sto trasferendo l’esperienza qui a Bologna con quattro
iniziative legate alla meccanica”.

A 55 anni ama ancora rischiare?

“Io sento uno spirito imprenditoriale innato. Poi mi interessa molto stare vicino
ai giovani. E’ una fonte vitale lavorare con ragazzi che hanno idee brillanti e
voglia di lavorare ma poca disponibilità finanziaria e spesso anche poche
conoscenze. Hanno il genio, l’idea ma difficoltà a muoversi nei meandri del
sistema finanziario. Io gli fornisco la mia esperienza”.

Che non è poca anche perché la salda con il mondo della cultura…

“Credo che per un imprenditore lavorare significhi occuparsi di cultura intesa
ad ampio spettro. E’ da questa concezione che nascono le mie passioni per il
motorismo storico e l’arte. La prima nasce negli anni ’80. Mi ha contagiato
Faccioli con la sua vecchia Jaguar. Per tanti anni ho partecipato a
manifestazioni. Poi nel 1997 sono diventato presidente del Club automobili
d’epoca di Bologna. Ho organizzato molti eventi. Ricordo la Targa Florio, con
auto costruite fino al 1918 e che provenivano da tutta Europa. Ho presentato 5
manifestazioni nell’ambito di Bologna 2000. Ho riportato la Bologna-Raticosa,
corsa di velocità in sei chilometri. Ho organizzato Arte e motori, concorso
d’auto d’epoca in piazza Maggiore. La piazza era gremita. Qui scatta il
collegamento con l’arte. Che significa portare gli amici della Gam negli atelier
degli artisti per capirne il mondo emotivo, farli parlare con i galleristi per
comprenderne il lavoro, organizzare visite guidate ai musei e ad ottobre
organizzeremo a nostre spese una grande manifestazione di giovani artisti
italiani”.

Patrizio Paolinelli, ABC, periodico del quotidiano il Domani di Bologna, 20 maggio 2003.

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