L’oreficeria della parola. La Linea, servizi all’editoria

libriIntervista a Leda Pasini titolare di un’impresa tutta al femminile
Il loro lavoro? Controllare i testi, la grafica, lo stile

Il mondo della piccola-media impresa è complesso e talvolta segue percorsi apparentemente paradossali. Ad esempio: il senso comune suggerisce che il buon andamento di un’azienda ha come sbocco inevitabile la crescita. Non è così. Ci sono aziende che pur facendo buoni affari scelgono di mantenere inalterata la loro dimensione per salvaguardare la qualità della produzione. E’ il caso della bolognese “La linea”,  un’impresa tutta al femminile nata nel 1996 e che fornisce servizi per l’editoria. La titolare è la signora Leda Pasini. Ha alle spalle una trentennale esperienza di lavoro nel mondo della carta stampata.
Insieme alle due socie, Claudia Parmeggiani e Annamaria Tavellini,
trascorre le giornate a lavorare sulla pagina, a cesellare parole controllandone
con scrupolo la grafica, lo stile e l’esattezza contenutistica. La loro è una storia
di professioniste innamorate di un mestiere che ha mantenuto un’aura
artigianale: prima ancora del profitto viene la perfezione del prodotto.

Signora Pasini come è nata l’idea di costituire La linea?

“Io e Claudia Parmeggiani lavoravamo in un’azienda che forniva e fornisce
tutt’ora servizi per l’editoria. Una bella esperienza turbata però dalla smania di
fare molto per guadagnare di più. Il che è legittimo se si mantiene alta la
qualità del prodotto. Ma se si lavora in fretta non si garantisce il massimo. E
iniziarono ad arrivare lamentele. Insomma rischiavamo che i nostri nomi
fossero coinvolti in questa caduta. E nel nostro lavoro i rapporti con i
responsabili delle varie case editrici sono sempre diretti, per nulla impersonali.
Così abbiamo dato vita ad una nostra attività e molti clienti della precedente
azienda hanno fatto salti di gioia. Ancor prima di trovare una sede eravamo
sommerse di lavoro”.

In cosa consiste esattamente la vostra attività?

“Detto in due parole i servizi che offriamo, avvalendoci anche di quattro
collaboratori esterni, vanno dalle traduzioni alla correzione delle bozze, dalla
redazione all’editing ossia la revisione del testo e il suo adattamento secondo
lo stile della casa editrice e della collana. In alcuni casi ci occupiamo anche
dell’impaginazione e del progetto grafico. Sul versante della correzione di
bozze un lavoro ben fatto significa: evitare che rimangano refusi, fare in modo
che le citazioni siano sempre in corsivo, che per titoli interni e didascalie si usi
il tipo di scrittura di quella specifica collana, se si scrive secolo XIX in numeri
romani si segua lo stesso criterio per tutta l’opera. Insomma diamo uniformità
al testo. Poi c’è un’estetica della pagina che va sviluppata e il nostro compito è
di fare in modo che si presenti gradevolmente allo sguardo del lettore.
Interveniamo sulle ripetizioni, sistemiamo le frasi che suonano male e quando
capita sopperiamo alle dimenticanze. Per fare un esempio, nelle bozze di un
libro che ho attualmente sotto mano si parla delle vittime del fascismo e sono
dimenticati i fratelli Rosselli. Allora con molto tatto si telefona all’autore e si
risolve il problema”.

Chi sono vostri principali clienti?

“In primis le case editrici. Principalmente Zanichelli, il Mulino e l’Editrice
Compositori. Correggiamo anche periodici quali la rivista “Consumatori”, il
mensile della Coop; la rivista “ARPA” dell’Agenzia Regionale prevenzione
Ambiente; poi “SLM” che sta per Sopra il Livello del Mare ed è una
pubblicazione dell’Istituto Nazionale per la Ricerca Scientifica e Tecnologica
sulla Montagna; infine ci occupiamo di “Ottagono”, un bimestrale di design”.

Quali sono i vostri prodotti di punta?

“Qualsiasi cosa facciamo cerchiamo di farla al meglio, sia essa una traduzione
o un lavoro di editing. Diciamo che per quanto riguarda la correzione delle
bozze le cose più significative sono senz’altro i libri. Per Zanichelli curiamo lo
scolastico ma abbiamo lavorato anche alla prima uscita del “Dizionario dei film”
di Morandini. L’autore stesso ci ha fatto i complimenti perché abbiamo
individuato parecchie imperfezioni. Uno dei nostri pezzi forti è “il Ragazzini”, il
dizionario di inglese. Anche in questo caso l’autore ci ha fatto i complimenti per
il lavoro che abbiamo svolto. Poi c’è l’ “Atlante Zanichelli”. Il lavoro qui consiste
nel correggere le mappe sia dal punto dell’esattezza geografica, sia la
precisione dei nomi, degli accenti e quant’altro”.

Da tempo si parla della prossima morte del libro sostituito dalle nuove
tecnologie. Qual è la sua opinione?

“Per me il libro è insostituibile. Un libro si tiene tra le mani, si coccola, si
mette da una parte e poi si riprende. Sul libro ci si ferma a pensare. I testi
scaricati da Internet sono un momento di aggiornamento, di consultazione ma
non sono dei libri. Il gesto, il piacere di pretendere il libro da una biblioteca, di
sfogliarlo, di portarselo in poltrona o a letto prima di dormire è qualcosa di
intimo. Anche per quanto riguarda la scuola il libro è uno strumento necessario
perché il bambino stando sulla pagina fissa delle memorie che non gli sono
date dallo schermo del computer o da fogli sparsi. Credo e spero che il libro
non morirà mai”.

Patrizio Paolinelli, ABC, periodico del quotidiano il Domani di Bologna, 7 ottobre 2003.

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