A volte ritornano

ee745da7d42fUn paio di anni fa mi trovavo in vacanza in una località del Sud. Insieme a degli amici del luogo entro in un coloratissimo negozio-bazar dove si vende di tutto: dall’abbigliamento estivo ai giocattoli da spiaggia, dalle cartoline ai complementi d’arredo. Il negozio-bazar è molto grande e ha il vantaggio di non essere dotato di commessi che ti saltano addosso appena ti vedono. Così mi metto a girovagare senza l’intenzione di acquistare. Giusto per studiare l’ordine di quell’apparente disordine. A un certo punto sollevo lo sguardo e mi si para davanti una lunga distesa di T-shirt con impressa l’immagine di Mussolini. Trasalgo. Chiedo spiegazioni al proprietario. Lui bofonchia qualcosa. Intendo denunciare il fatto. Chiedo ai miei amici di darmi il
numero dei vigili urbani. Gli amici mi scortano fuori e mi dicono chiaro e tondo che se non voglio
passare guai è meglio lasciar perdere. Lascio perdere.

L’anno scorso mi trovo in vacanza al Nord, in un’amena vallata ai confini con l’Austria. Sono in
un bello e molto frequentato ristorante beccato per caso durante una delle tante escursioni
impossibili per tentare di uscire dai circuiti turistici. Su un tavolo scorgo una nutrita fila di libri.
Mi avvicino. Sono volumi fotografici di grande formato. Tutti sull’ultima guerra mondiale. Tutti
inneggianti alle gesta delle SS e dell’esercito tedesco. Stavolta non chiedo spiegazioni. Mi limito ad
uscire dal ristorante prima ancora di aver pranzato.

Qualche giorno fa in un’edicola del centro di Bologna rivedo il mascellone del duce esposto in
primo piano dalle copertine di pubblicazioni ben visibili per chiunque passi. Come al solito sono di
corsa ma mi fermo. Do un’occhiata alle pubblicazioni. Propaganda fascista nuda e cruda. Giusto
per togliermi lo sfizio mi fermo in altre tre edicole che incontro lungo il mio percorso. Esposizione
meno ostentata ma all’incirca stessa storia: altra immondizia propagandistica del ventennio. Mi
informo da un paio di edicolanti di sicura fede antifascista. Mi dicono anche ormai anche a
Bologna si sta diffondendo una produzione editoriale in camicia nera.

Insomma il fascismo è in via di sdoganamento anche nelle regioni centrali governate dalla sinistra.
Uno sdoganamento che non può avvenire in forma ufficiale ma strisciante. Per questo la finzione è
d’obbligo: le edicole sono imbottite di finte riviste storico-culturali sul ventennio, le Tv inondate di
finta informazione sugli italiani morti a Nassiriya e Alleanza Nazionale, sia a livello nazionale che
locale, finge di essere diventato un partito democratico. Allo stesso tempo, giornalisti non allineati
vengono zittiti, comici censurati e l’Unione Europea indaga sulla libertà di stampa in Italia.
Mentre il candidato sindaco del centro-sinistra, il moderato Cofferati, è costretto ad iniziare, e
sicuramente a concludere, la sua campagna elettorale ricorrendo principalmente all’informazione
porta a porta visto che il Resto del Carlino e la maggiore emittente televisiva locale sono al servizio
delle destre (lasciamo perdere la finzione del centro). Se a qualcuno pare ancora che si viva in un
Paese e in una città democraticamente normale mi invii una lettera. Sono laico e so apprezzare
riflessioni migliori delle mie.

Patrizio Paolinelli, rubrica “Botta e risposta”, Il Domani di Bologna, 23 dicembre 2003.

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