Sinistra senz’anima

390_foto_320_240Da un paio di settimane la Curia bolognese dedica parte delle proprie attenzioni a due manifesti pubblicitari che reclamizzano l’annuale rassegna del salone dell’auto, nota come Motor Show. I due maxi poster sono stati creati dalla storica agenzia milanese Armando Testa. Uno propone algidi tubi di scappamento allineati come canne di un organo, l’altro una serie di candele che richiamano alla mente ceri votivi. Su entrambe le creazioni lo slogan: “Il tuo luogo di culto”. Coerentemente un succoso supplemento del Corriere dello Sport, interamente dedicato alla fiera delle due e delle quattro ruote, titola in prima pagina: “Nel tempio dei motori”. Monsignor Ernesto Vecchi ha
criticato aspramente la campagna d’immagine della kermesse del pistone accusandola di prendere
in giro il culto cristiano. Anche il Cardinale Giacomo Biffi ha dedicato alla polemica una battuta
salace. Imbarazzo e goffi tentativi di difesa da parte degli organizzatori dell’evento. Fatto sta che
prima ancora della conclusione della fiera i manifesti sotto accusa sono stati prematuramente
coperti e si sono escogitate tutte le diplomazie del caso per evitare che la protesta della Curia
montasse ulteriormente. Bisogna dire che Monsignor Vecchi non si è placato tanto facilmente e ha
fatto sentire la sua voce in diverse occasioni e su diversi mezzi di informazione. Comunque sembra
non si sia andati più in là di qualche botta e risposta. Oggi il Motor Show chiude i battenti e
sicuramente per il prossimo anno gli organizzatori staranno più attenti a non urtare la sensibilità
cristiana.

L’appena sopita polemica è molto istruttiva per i laici perché ancora una volta mette in luce
l’opposizione culturale della Chiesa alla mercificazione di ogni cosa. Di più: mette in luce la critica
maggiormente avanzata da parte di un’istituzione nei confronti della macchina pubblicitaria. Una
macchina che non si limita a propagandare le merci ma è ormai una vera e propria agenzia di
produzione di significati e di senso della vita. Aree dell’esistenza umana che la Chiesa non intende
affatto lasciarsi sottrarre. Non solo perché ne va del suo potere terreno ma perché è consapevole
che non c’è comunicazione pubblica priva di contenuti politici. Si tratta di una consapevolezza che
manca del tutto alla sinistra. La quale, ad eccezione di qualche intellettuale, ha sempre considerato
la cultura di massa e la pubblicità come fattori sociali secondari. Infatti sulla presa
dell’immaginario collettivo da parte del sistema della merci e sui tumulti della coscienza la sinistra,
di governo e non, ha avuto pochissimo da dire commettendo un errore politico fatale. Qualcuno ha
mai sentito un esponente della sinistra criticare un cartellone pubblicitario? O mettere in
discussione l’idea del corpo e della donna che trasmettono gli spot? Mai. Vi immaginate un alto
rappresentante della sinistra locale criticare l’accoppiata sesso e motori in occasione del Motor
Show? Impossibile. Più di ogni altra concessione al sistema delle merci quest’abdicazione culturale
è responsabile della ormai palese mancanza di un progetto sociale della sinistra. Una mancanza che
di fatto la sta conducendo all’estinzione.

Patrizio Paolinelli, rubrica “Botta e risposta”, il Domani di Bologna, 14 dicembre 2003.

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