Capodanno tutto l’anno

capodanno-bolognaStanotte il 2003 andrà in pensione e per qualche ora diventeremo tutti un po’ più socievoli. L’amato rituale prevede il fatidico brindisi di mezzanotte, rumorosi scambi di auguri e coloriti
festeggiamenti. Un’euforia speciale si impossesserà dal primo pomeriggio di tutti noi. Per una volta tanto si vedranno in giro parecchie facce sorridenti e persone disposte a parlare senza
secondi o terzi fini. Segretamente compiaciuti assisteremo all’abbassamento dei normali livelli
d’incivilita aggressività e qualche categoria di emarginati sarà persino riscaldata da un po’ di
calore umano con un bel cenone amorevolmente offerto da qualche filantropica associazione. Così
vuole la tradizione. E così sarà. Per un giorno all’anno la vita di tutti noi somiglierà a quel che
potrebbe essere per l’intero anno. La momentanea felicità di una mezzanotte gridata è barattata
con la strenua volontà di non pensare a cosa accadrà dopo. E intimamente ognuno di noi lo sa
bene: passata la festa, gabbato lo santo e si ritorna come prima se non peggio. Forte di questa
scientifica conclusione avanzo alla città una proposta: che sia capodanno tutto l’anno per ogni
cittadino bolognese. I vantaggi sono tanti, troppi per essere enumerati in questo ridotto spazio.
Comunque eccone alcuni.

Se il Sindaco Giorgio Guazzaloca e il suo sfidante alle prossime amministrative, Sergio Cofferati,
accettassero l’idea del “capodanno tutto l’anno” non dovrebbero più confrontarsi sulle storie
senza fine che sono il traffico congestionato, lo smog, il dramma-casa, il caro-prezzi ecc. ecc.
Questi temi si estinguerebbero da soli. E l’agenda politica conoscerebbe una nuova era. La gente
non più obbligata ad essere felice in determinati giorni dell’anno e in contesti ampiamente
programmati tenderebbe alla gioia in ogni momento e in ogni luogo. Qualcuno penserà: ma a furia
di cenoni e di fuochi d’artificio dopo un po’ ci si annoierà, si vorrà far altro; oltretutto non c’è il
rischio di finire come Sodoma e Gomorra? Qualcun altro mediterà: ma se tutti si alzano tardi la
mattina chi lavora? E se nessuno produce come si regge l’economia? Le domande sono più che
pertinenti e gravide di preoccupazioni condivisibili. Ma ho la soluzione. Se la politica vorrà
tornare a progettare la società con una proposta forte tipo “capodanno tutto l’anno” ecco che
l’istituzione più importante del Comune si chiamerà: Assessorato alla Felicità. Sarà questo il
centro strategico della vita politica perché la gioia di vivere costituirebbe l’inesauribile bene da
amministrare per il benessere della cittadinanza e solo con il parere della cittadinanza. La
socievolezza sarebbe finalmente libera di andare e venire nello spazio e nel tempo e non solo nei
giorni comandati. Ci si accorgerebbe che la gente lavorerebbe lo stesso e farebbe festa nei
momenti opportuni. Allora la felicità acquisterebbe qualità nuove, inaspettate, oggi del tutto
nascoste e che neppure riusciamo a immaginare finché la libertà d’esser collettivamente contenti e
amichevoli è vigilata dall’onnipotente calendario. Il mio augurio per il 2004: che sia capodanno
tutto l’anno. Così la finiremo di farci gli auguri.

Patrizio Paolinelli, rubrica “Botta e risposta”, il Domani di Bologna, 31 dicembre 2003.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...