La comunicazione su misura dagli strateghi di I Gloves

internetIntervista a Giuseppe De Biasi e Clara Cassanelli titolari dell’agenzia bolognese

I Gloves è un’agenzia di comunicazione nata appena due anni fa nell’ambito delProgetto Mambo. Un’iniziativa lanciata  dall’Unione Europea, patrocinata dal Ministero per le Attività Produttive, promossa dal Comune di Bologna e finalizzata a favorire la diffusione dell’Information Communication Technology.
Il nome dell’azienda sta a significare il senso della comunicazione trattata con i
guanti e gioca sui tanti significati metaforici assegnati alle mani intese in
questo caso come cura nei confronti dei servizi offerti e come artigianalità
artistica. Non a caso fattori di forza di I Gloves sono le pubbliche relazioni e la
creazione dell’immagine aziendale.

Pur essendo nata da poco I Gloves ha già al suo attivo un cospicuo portafoglio
clienti e può vantare l’affidamento di lavori d’alto profilo. Volendo citare solo un
paio di casi nel 2003 ha progettato e realizzato due portali Web per associate
del gruppo informatico bolognese LOGITAL SpA: http://www.lastminutecharter.it e
http://www.boatmarket.it (per conto della Stylo srl). Inoltre, su commissione della
Boating & Management Srl, I Gloves ha curato la realizzazione di due progetti
integrati di comunicazione di due portali Internet: Nautiweb/Nautivillage
(prodotto e gestito da Nautital SpA) e Bologna Village (prodotto e gestito da
LOGITAL SpA). Insomma tutto lascia ben sperare per l’affermazione di questa
giovane Srl composta da due soci, tre collaboratori fissi e un network di una
sessantina di collaboratori esterni. Ma a questo punto per comprendere la
filosofia d’impresa di I Gloves conviene lasciare la parola ai suoi fondatori:
Clara Cassanelli e Giuseppe De Biasi.

La comunicazione è un mercato in cui l’offerta si sta moltiplicando esponenzialmente. In cosa vi differenziate?

De Biasi. “Nei progetti personalizzati. Ossia nell’attenzione, direi maniacale, di
realizzare progetti su misura per il singolo cliente. Sia per nostre precedenti
esperienze professionali sia dall’analisi del modo di lavorare delle medie o
grandi agenzie abbiamo notato che spesso l’atteggiamento è più settoriale che
individualizzante. Insomma, si inquadra il cliente nel settore di riferimento e lo
si tratta in maniera standard. Invece noi, per l’atteggiamento tendenzialmente
creativo che ci caratterizza, cerchiamo di applicare un progetto ad hoc tutte le
volte che ci propongono una domanda di comunicazione”.

Un esempio concreto?

Cassanelli. “Per una serie di numeri speciali siamo lo studio di riferimento del
Sole 24 ore nell’area centro-nord. Coordiniamo la marea di materiale che
arriva e che per la sua struttura è difficile da gestire. Tra le tante cose il lavoro
consiste nel controllare la qualità delle immagini, nel presentare un prodotto
grafico capace di rinnovarsi di volta in volta, nello scrivere o riscrivere
eventuali redazionali. Ma a parte questi aspetti operativi siamo entrati dentro
la realtà del quotidiano economico milanese cercando di capire di cosa aveva
bisogno per snellire la prassi di raccolta pubblicitaria semplificando così il
rapporto con la struttura, i moduli, l’impaginazione del prodotto finale e senza
rimandare tutto all’ultimo minuto”.

Come vi rapportate con la piccola impresa che caratterizza la struttura
economica del nostro territorio e che, come noto, è abbastanza avara
nell’investire in comunicazione?

De Biasi. “Tutti hanno esigenza di comunicare. Il problema spesso è
l’alfabetizzazione. A volte abbiamo difficoltà nel far capire che per creare
l’immagine di un’impresa, qualsiasi sia la sua dimensione, è più economico e
più efficace spendere in pubbliche relazioni che nella classica pubblicità. A
parte quest’aspetto il nostro comportamento è sempre orientato ad ottimizzare
le risorse confezionando un progetto dedicato anche nel caso ci sia richiesta
una singola brochure. Ma ci poniamo e poniamo al cliente la domanda: è
necessaria la brochure o è meglio fare qualcos’altro? Questo perché a monte
dei servizi che offriamo c’è sempre un’analisi dei bisogni. Analisi che nelle
piccole imprese spesso manca”.

Cassanelli. “Pur essendo ancora in fase di certificazione già oggi noi seguiamo
le procedure ISO e uno dei fattori che caratterizza la qualità del nostro lavoro è
l’applicazione di tutta una serie di modulistiche quali, ad esempio, il modulo
esigenza del cliente, il modulo richiesta, il modulo modifica richiesta e così via.
Con questi criteri abbiamo un continuo feed-back tra la nostra idea creativa e il
cliente. E’ un modo di operare che permette di verificare se la proposta che
abbiamo fatto è perfettamente calzante con i bisogni del committente. Infatti il
nostro approccio è quello di ascoltare, interpretare e seguire tutte le fasi di
realizzazione del progetto di comunicazione, anche quelle che affidiamo a
collaboratori esterni come la produzione di fotografie o di pellicole”.

Patrizio Paolinelli, ABC, periodico del quotidiano il Domani di Bologna, 13 gennaio 2004.

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