Privatizzazioni. Dopo Hera e ATC è l’ora dell’Aeroporto

89_aeroportobologna_1197151797Parla l’ex ministro Angelo Piazza

Profondi mutamenti legislativi stanno comportando la privatizzazione e
l’esternalizzazione dei servizi pubblici. A Bologna il fenomeno è particolarmente vivace. Per seguirne l’andamento ci siamo rivolti ad Angelo Piazza, docente universitario di diritto privato nel nostro ateneo, responsabile scientifico dell’area Enti locali e servizi pubblici di Nomisma, Ministro per la Funzione Pubblica tra il 1998 e il 1999.

Professor Piazza, per il cittadino privatizzare significa passare da un servizio pubblico ad uno privato. E’ così o si tratta di un percorso più complesso?

“In linea generale è così. Però il percorso è piuttosto lungo perché vanno
rispettati meccanismi giuridici e industriali complessi. Per ora nella maggior
parte dei casi le privatizzazioni che interessano le ex municipalizzate
comportano esclusivamente un cambiamento di forma giuridica. Ossia l’ente
locale resta il solo proprietario di queste imprese o rimane il socio di
maggioranza. Anche a Bologna il Comune è il socio forte come nel caso di
Hera e ATC. Il ruolo del Comune si modifica ma rimane importantissimo: da
fornitore passa a controllore della quantità e qualità dei servizi resi al
cittadino”.

A Bologna quali altri settori sono in procinto di essere privatizzati e perché.

“La prossima privatizzazione importante dovrebbe riguardare l’aeroporto. In
linea generale le privatizzazioni scaturiscono dalla diminuzione di
disponibilità finanziarie dei Comuni proprietari. Sicuramente se i processi di
privatizzazione sono condotti con efficienza e rigore, verificando la reale
opportunità, possono portare dei benefici al Comune e all’azienda senza
danneggiare il rapporto con il cittadino. Ovviamente è bene che ci siano
adeguati strumenti di controllo e di monitoraggio delle attività”.

Esistono delle municipalizzate bolognesi che a suo avviso debbono restare pubbliche?

“L’ottica è differente in relazione ai servizi svolti. E’ diverso parlare di
fornitura di gas rispetto al servizio di trasporto pubblico locale e alle
farmacie. Certo è evidente lo sforzo delle ex muncipalizzate bolognesi di
raggiungere performance economiche, finanziarie e qualitative più che
soddisfacenti indipendentemente dalla struttura totalmente pubblica o mista
di corporate governance. Considerando i vincoli stringenti posti
all’amministrazione pubblica, le forze finanziarie e il know-how dei privati è
necessario valutare con molta attenzione l’opportunità di procedere ad una
gestione privata dei servizi. Credo che prima di tutto occorra porre forte
attenzione al soddisfacimento dei cittadini e da qui impostare una serie di
strumenti per la tutela degli stakeholders che si relazionano con tali
imprese”.

Spesso la privatizzazione consiste in una mera riduzione del costo del lavoro. Esistono formule che permettono di tenere insieme, da un lato, il potere d’acquisto dei dipendenti e i posti di lavoro e, dall’altro, la privatizzazione?

“La privatizzazione e/o l’esternalizzazione dei servizi pubblici comporta che i
lavoratori facciano riferimento alla nuova struttura gestita in base a logiche
di mercato. In tale condizione è di notevole importanza la contrattazione tra
le parti, Comune e impresa, nell’atto della procedura di privatizzazione che
deve essere confortata da un piano industriale ben predisposto. Questi
elementi diventano una garanzia per l’impresa e per i lavoratori”.

Patrizio Paolinelli, ABC, periodico del quotidiano il Domani di Bologna, 10 febbraio 2004

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