Agevolazioni fiscali per una vera comunicazione

pubbliche-relazioniIntervista a Andrea Ghiaroni, Amministratore Delegato di Eclettica Relazioni Pubbliche
“La maggioranza delle piccole e medie imprese vive nella preistoria della comunicazione”

L’Emilia-Romagna ha un prodotto interno pro-capite superiore del 33% alla
media europea. Negli ultimi venti anni ha mantenuto un differenziale di crescita
positivo rispetto all’Italia ma negli ultimi cinque il differenziale si è ridotto ed è
risultato negativo rispetto sia agli Stati Uniti sia alle più dinamiche regioni
europee. I motivi del rallentamento sono tanti. Un parziale elenco comprende:
le difficoltà di tenuta della piccola e media impresa rispetto all’evoluzione di
processo e di prodotto, l’esplosione della concorrenza internazionale, una nuova
generazione di imprenditori meno abile di quella immediatamente precedente.
Tali elementi vanno collocati in un contesto difficile: economia al rallentatore,
inflazione che non diminuisce, prezzi in ascesa, consumatori che tengono ben
stretti i cordoni della borsa. Come si esce da questa situazione? Ne abbiamo
parlato con Andrea Ghiaroni (nella foto), Amministratore Delegato di
Eclettica Relazioni Pubbliche Srl e uomo d’azienda che si autodefinisce non un
giovane imprenditore ma un imprenditore giovane.

Dottor Ghiaroni, esiste un fattore strategico per rilanciare le piccole e medie imprese?

“Sì. La chiave di volta sta nella comunicazione. Il modello della nostra regione
può tornare a vincere a patto che rilanci gli investimenti nell’immagine delle
singole aziende e dei singoli prodotti. E’ necessario comprendere che la
comunicazione è fondamentale per affrontare momenti di crisi o recessione,
per coltivare la leadership e per costruire la corporate reputation. Ma è
fondamentale anche per generare passaparola, creare le migliori condizioni di
pre-marketing e costruire la fama della marca”.

Perché ritiene la comunicazione determinate per il sistema economico della nostra regione?

“Perché non è sufficiente saper fare se non ci si preoccupa di far sapere. Non
si può essere leader in un campo se questa leadership non è riconosciuta dagli
altri. E gli altri possono riconoscerla solo se siamo stati bravi a farglielo sapere.
Concetti banali? Forse. Sta di fatto però che ancora oggi c’è chi opera nel
mondo imprenditoriale dandosi un gran da fare nella produzione, nella
commercializzazione e nella organizzazione. Poi trascura con inconcepibile
nonchalance il marketing e la comunicazione. Le imprese devono far penetrare
nella cultura dei loro manager e dei loro amministratori l’idea che la
comunicazione è l’arma che hanno a disposizione per essere competitivi e
soprattutto per restare sui mercati internazionali”.

E’ nota la riluttanza del piccolo e medio imprenditore a investire in
comunicazione. Quali sono i suoi consigli per superare questa
resistenza?

“Spendere meglio e non gestire la comunicazione in modo frammentario ed
episodico. Raramente hanno successo scorciatoie quali il ricorso al grafico della
tipografia invece dell’art director, l’utilizzo del freelance-giornalista invece della
società di relazioni pubbliche, oppure l’impiego del trova robe creativo invece
dell’agenzia di promozione. Ancora peggio è il fai da te interno all’azienda.
Accade spesso che il responsabile della comunicazione sia lo stesso
imprenditore o un suo familiare. Oppure che il ruolo della comunicazione sia
delegato al responsabile marketing il quale, al massimo, vede solo la parte
riguardante il prodotto e il suo mercato dimenticando la comunicazione
istituzionale. Succede persino che la funzione comunicazione non esista
proprio. Tutto ciò è la spia di un generale ritardo dell’Emilia-Romagna in questo
settore. Se si escludono pochi gruppi di taglia nazionale la grande maggioranza
delle piccole e medie imprese della nostra regione vive nella preistoria della
comunicazione. Solo da pochi anni ci si affanna a superare l’arretratezza con
risultati diseguali e disarticolati. In definitiva, da parte dell’imprenditore è
necessario capire che professionisti della comunicazione non ci si improvvisa e
le soluzioni fatte in casa funzionano solo se si è molto fortunati e comunque
non costituiscono una strategia”.

E’ possibile sviluppare l’interesse delle aziende verso la comunicazione?

“Sì perché la comunicazione può essere considerata come un formidabile
strumento anticiclico. La ripresa dei consumi va incoraggiata e stimolata in tutti
i modi possibili. A cominciare dalla comunicazione. Proprio per questo motivo
tra gli interventi di politica economica previsti dal Governo per il rilancio dei
consumi si dovrebbero prendere in considerazione gli incentivi in
comunicazione”.

Quali sarebbero i vantaggi offerti da eventuali incentivi alla comunicazione?

“Gli investimenti in questo settore potrebbero essere riconosciuti come
interventi mirati allo sviluppo dell’impresa. Pertanto rientrerebbero tra i costi
che accedono alle agevolazioni fiscali previste dalla legge Tremonti. Una simile
iniziativa ha il vantaggio di liberare risorse da destinare alla comunicazione e
può convincere gli imprenditori che spendere in comunicazione non è una
variabile da assoggettare alla congiuntura economica ma uno strumento da
utilizzare in modo coordinato e sistematico al fine di garantire all’impresa
un’adeguata capacità competitiva. Un provvedimento di questa natura può dare
un po’ di ossigeno a un’azienda che sta vivendo un momento difficile. Ma
soprattutto può contribuire al processo di modernizzazione culturale del sistema
delle piccole e medie imprese. E’ sull’adozione di moderni strumenti di
marketing, relazioni pubbliche, promozione, direct marketing, pubblicità e
sponsorizzazione che si consumerà la vera sfida economica dei prossimi anni”.

Come si colloca Bologna nella classifica delle città capitali della comunicazione?

“Dopo Milano e Roma è il terzo polo e penso che assumerà sempre di più un
ruolo strategico perché le aziende manifatturiere del Centro-Nord hanno capito
che è un errore continuare a rivolgersi alle grandi agenzie milanesi. In molte
regioni italiane il mercato è stato rovinato da questa tipologia di società la cui unica
preoccupazione è firmare il contratto e poi sparire. Ce ne accorgiamo dall’iniziale
diffidenza con cui le imprese accolgono i piani di comunicazione e dall’attenzione che
pretendono sulle decisioni più importanti. Finalmente sembra in declino il mito di
Milano come faro della comunicazione”.

Patrizio Paolinelli, ABC, periodico del quotidiano il Domani di Bologna, 27 aprile 2004.

Una strategia Eclettica

Eclettica Relazioni Pubbliche nasce come attività individuale il 24 febbraio 1996
su iniziativa della fondatrice, Silvia Musiani. La trasformazione dell’agenzia
avviene il 6 giugno 2001 con la modifica della forma giuridica in Srl e l’ingresso
nuovi soci.

Eclettica Relazioni Pubbliche è un’agenzia specializzata in consulenza di
direzione in comunicazione di impresa e in relazioni pubbliche a servizio
completo. Si colloca fra le principali agenzie italiane e ha il quartier generale a
Bologna. E’ presente con propri uffici a Milano, a Roma e Washington DC.
L’agenzia è attiva nelle seguenti aree: Comunicazione Istituzionale e
Finanziaria, Comunicazione Marketing, Relazioni Media, Eventi, Crisis e Issues
Management, Public Affairs e Lobbying e Marketing Politico. Il servizio ai clienti
è potenziato dalle attività di consulenza di direzione (per esempio, change e
reputation management, temporary management) e organizzazione eventi
(manifestazioni, lanci, road show). Da maggio 2003 Eclettica fa parte di
ASSOREL (Associazione Agenzie di Relazioni Pubbliche a Servizio Completo).
Eclettica Relazioni Pubbliche ha un team di professionisti specializzati e una
rete di collaboratori under 40 sparsa sul territorio nazionale. L’età media di
dipendenti e collaboratori è di 32 anni e il 70% sono laureati.
Andrea Ghiaroni è Presidente e Amministratore Delegato della società. E’
inoltre Account Director delle sedi di Bologna e Roma. Mentre Silvia Musiani è
senior partner dell’agenzia e Responsabile New Business e Account Director
della sede di Milano.

L’agenzia bolognese affronta la sfida del 2004 proponendosi come una Solution
Company. Si tratta di una scelta effettuata per meglio rispondere alle esigenze
di personalizzazione del prodotto finale. Il modello offerto è quello di una
boutique della comunicazione. Ogni progetto di comunicazione è un abito su
misura, unico ed esclusivo. Questa formula costituisce un vantaggio
competitivo che posiziona l’agenzia come un interlocutore privilegiato per chi è
alla ricerca di idee nuove e originali. Coerentemente con tale strategia nel
marzo 2004 Eclettica Relazioni Pubbliche ha dato vita alla nuova practice
interna: Life Style. Tale area professionale offre servizi di comunicazione alle
imprese e alle organizzazioni, private e pubbliche, nei seguenti settori:
arredamento, design, architettura, tempo libero, lusso, abbigliamento, accessori,
cultura, turismo, eno-gastronomia, cura della persona e più in generale nei settori
collegati alla qualità della vita. Si tratta di comparti che hanno come asset
principale il prodotto e il brand.

Nel 2002 Eclettica Relazioni Pubbliche ha aumentato il proprio giro d’affari del
50% rispetto al 2001, passando da 200.000 a 300.000 euro. Nel 2003 il giro
d’affari si è aggirato intorno ai 420.000 euro con un incremento del 40%
sull’anno precedente.

Patrizio Paolinelli, ABC, periodico del quotidiano il Domani di Bologna, 27 aprile 2004.

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