Editori indipendenti all’assalto del pensiero unico

KICK-R_falso1Intervista a Laura Malucelli di Nuovi Mondi Media

Attorno al movimento altermondialista si sono costituite una serie di emittenti culturali di notevole spessore e che sembrano avere tutte le carte in regola per durare nel tempo. Una di queste è senz’altro la casa editrice bolognese Nuovi Mondi Media. Nata nel gennaio 2003 è composta da due soci, Laura Malucelli e Antonio Imparato, ha pubblicato 21 libri e venduto decine di migliaia di copie raggiungendo quote di vendita degne delle grandi major dell’editoria nazionale. Un evento straordinario per il mercato italiano, per la stessa editoria indipendente e del quale parliamo con Malucelli.

Per quali motivi avete deciso di aprire una casa editrice?

<Dopo l’11 settembre e il Patriot Act pensammo fosse necessario creare uno spazio per un dissenso basato sull’autenticità delle notizie, sullo svelare il non detto nel modo più documentato e con un’attenzione alle fonti superiore a quella dei media mainstream sempre più embedded anche in Italia>.

Qual è la vostra linea editoriale?

<Vogliamo fornire un’alternativa più autorevole rispetto ai media ufficiali che troppo spesso prendono le notizie dalle agenzie di Pubbliche Relazioni pagate da chi produce armi o da chi vende farmaci. Così gli organi di informazione da controllori diventano controllati. Paradossale. In quello che pubblichiamo e che inseriamo nel nostro sito Web verifichiamo puntigliosamente la costruzione della notizia perché chi legge un quotidiano sappia che può avere a disposizione anche altri strumenti per orientarsi nell’alluvione mediatica>.

Qual è il vostro rapporto con il movimento altermondialista?

<E’ un buon rapporto. Come noi il movimento è interessato alle dinamiche economiche, alle politiche globali, al pluralismo dell’informazione. Sin da Seattle è stato detto pochissimo dei motivi dell’opposizione alla globalizzazione neoliberista. Si sono mostrate persone che protestavano senza dar conto delle loro ragioni. Noi quelle ragioni le pubblichiamo>.

Il vostro catalogo contiene molto materiale proveniente dagli USA e sugli USA. Perché questa scelta?

<Nella società statunitense esistono anticorpi democratici molto forti. Esiste un’informazione indipendente ben organizzata e un apprezzabile giornalismo d’inchiesta fatto di reportage sul campo. Lo stesso vale per l’Inghilterra. Un certo tipo di giornalismo anglosassone vecchia maniera ci piace molto, non prescinde dal controllo delle affermazioni e non mischia le opinioni con i fatti>.

In un’Italia dominata dalla teledittatura berlusconiana quali sono le possibilità del libro di cambiare lo stato di cose presenti?

<Il libro è un mezzo debole. Oggi le opinioni della maggioranza si creano nelle ore passate a guardare la televisione, spesso programmi di intrattenimento, nemmeno i telegiornali. E’ un modo per mantenere le persone all’oscuro di quanto sta davvero succedendo e che li
riguarda. Il successo dei nostri libri dimostra però che una parte del pubblico televisivo comincia a osservare la scatola in salotto con uno spirito più critico>.

Quali sono i vostri libri che hanno raccolto il maggior favore del pubblico?

<Abbiamo pubblicato da poco il secondo volume di Tutto quello che sai è falso. Il primo volume ha venduto 60.000 copie, alla festa nazionale di Liberazione del 2003 fu il libro più venduto. Il secondo volume è già a quota 30.000. Il titolo è una provocazione ma il libro è un vero manuale che smaschera le notizie manipolate e getta luce su quelle censurate. Un esempio: il caso delle fosse comuni in Kosovo. Una notizia creata ad arte da agenzie di Pubbliche Relazioni per giustificare l’intervento Nato. Questo libro contiene più di trenta saggi su temi fondamentali poco conosciuti o mistificati: dagli psicofarmaci alle guerre, da episodi storici a questioni finanziarie. Un’altra pubblicazione di successo è SOLDI – il libro nero della finanza internazionale. Spiega come in Europa ci siano due punti cruciali dai quali transitano tutti i soldi. Se si tenesse traccia delle transazioni non esisterebbe riciclaggio, la mafia non potrebbe mantenersi, scandali come Parmalat non si potrebbero verificare. In Francia ha scatenato un putiferio>.

Qual è il ruolo di Internet nella vostra strategia di diffusione?

<Noi nasciamo dal Web e siamo molto presenti in Rete. Ogni giorno il nostro sito è visitato da migliaia di persone. Gli articoli che postiamo vengono quotidianamente diffusi, riproposti su vari siti, trasmessi per passaparola. Alla fine non sappiamo quanti ci leggono ma sono davvero tanti>.

http://www.nuovimondimedia.com
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Patrizio Paolinelli, Materiali, n. 3 gennaio 2005.

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