Una Regione di tutti: dallo slogan al progetto politico

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Piero Marrazzo

Il tempio della <Città ideale> costituisce sul piano simbolico l’elemento grafico della Lista Marrazzo. Un’aggregazione di forze che rappresenta una novità nel panorama politico del Lazio. E di cui abbiamo parlato con lo stesso Marrazzo, candidato alla Presidenza della Regione.

Quali sono le caratteristiche e gli obiettivi principali della tua lista?

“Raccogliere le energie di chi non si sente di appartenere ai partiti tradizionali. Porre innanzitutto, e con tutta la forza possibile, la questione che esiste un altro modo di governare. Un altro modo per dare ai cittadini del Lazio quel senso di comunità, dove nessuno si deve sentire escluso, caratteristica invece mancata dalla Giunta uscente che, al contrario, ha mortificato le aspettative dei cittadini degradando ed impoverendo l’offerta nella sanità, nella formazione, nei trasporti, nell’assetto del territorio. Vogliamo essere, ecco l’obiettivo, vicini alla gente e per la gente”.

Cosa proponi di fare contro le privatizzazioni?

“Per quelle che saranno le mie competenze, intendo rafforzare il pubblico
in modo da renderlo competitivo e aperto a tutti. A partire, naturalmente,
dalla sanità: gli ospedali devono essere all’avanguardia, devono avere liste
di attesa ragionevoli, non devono indurre il cittadino a rivolgersi ad altri.
Anche perché, spesso e volentieri, andare dai privati significa sopportare
un importante esborso economico. Il che vuol dire, tradotto in altri termini,
impedire a molti le dovute cure sanitarie. Una cosa impensabile”.

Quali sono le idee del tuo programma per tutelare i beni comuni?

“I beni comuni rappresentano il patrimonio di ogni società. Il mio Governo
avrà un indirizzo ben preciso: dare ai cittadini quello che ai cittadini spetta. Io
li difenderò, la mia sarà una Regione dei diritti e delle opportunità. E quando
parlo dei diritti, parlo dei diritti di ognuno di noi: sia esso utente dei servizi
pubblici e privati, genitore che vuole un’adeguata formazione per i propri
figli, lavoratore che vuole raggiungere la propria fabbrica in tempi ragionevoli,
persona che vuole vivere in un ambiente puliti e sicuro”.

Rispetto alla difesa del territorio e in particolare delle aree protette quali progetti hai in mente?

“Di certo non le taglierò come ha invece fatto il Presidente uscente. Ma la questione dell’ambiente credo sia un problema globale come dimostrano i problemi che grandi città a causa delle polveri inquinanti. La ratifica di Kyoto è un fatto importantissimo ma non basta. La vera sfida, ritengo, è quella di candidarsi alla produzione di energie pulite per ridurre la dipendenza da fonti energetiche tradizionali e rispettare la natura. Io agirò in questo senso. La mia sarà una politica attenta al territorio”.

Politica energetica. Qual è il tuo piano?

“Anche qui opererò una decisa inversione di tendenza. Credo che sia opportuno dichiarare in via di estinzione la funzione di produzione energetica inquinante. Anche nella nostra regione terra, mare e falde acquifere hanno sofferto fin troppo la fortissima presenza di centrali. Per dirla chiaramente credo che tutto ciò sia, per come intendo io la politica, incompatibile con l’accettazione, a Civitavecchia, di una nuova megacentrale a carbone”.

Problema casa. Quali soluzioni proponi?

“E’una delle emergenze della nostra Regione e, soprattutto, della Capitale. Mi sono occupato nei giorni scorsi della vicenda delle case Ater e del riscatto degli alloggi da parte degli inquilini. Trovo insopportabile che si faccia cassa sulla vita dei cittadini e che non si tenga conto degli anni di locazione pagati da queste persone. L’impegno è per una politica a sostegno dei riscatti ma nella massima moralità e legalità. Ma la mia Regione sarà vicina anche a chi, inquilino, è soggetto a sfratto. La casa è un diritto primario. E come tale lo tratterò”.

Eccessivo costo della vita. Come intendi arginarlo?

“Non con le elemosine. La carta senior, inventata dalla Giunta uscente ha regalato poco a pochi. Non si risolvono così i problemi. La Regione ha il compito e le possibilità di fare ben altro. Ad esempio, far sentire la propria voce con produttori, distributori, rivenditori. Una politica di concertazione può essere un buon viatico. Di lamentele in questi mesi di campagna elettorale ne ho sentite tantissime. Ma a vivere i maggiori disagi sono gli anziani”.

E’ mai possibile che non si possa attuare una politica volta alla contrattazione delle pensioni, come avviene per i lavoratori attivi?

“Certo, si tratta di una questione nazionale, ma io, con il mio Governo, farò la mia parte”.

Come vivi il rapporto con la coalizione?

“Benissimo. Sento l’appoggio di tutti. E anche l’entusiasmo. Sento un vento nuovo che soffia sulla regione”.

Come vivi il rapporto con il PRC?

“Altrettanto bene. Credo che sia una componente importante per la coalizione. Sta dando e darà il suo contributo. In Regione, come già fatto in Comune e Provincia”.

Quali istanze del movimento altermondialista senti politicamente più vicine?

“Un concetto semplice ma che a volte sembra fin troppo dimenticato: la solidarietà. Un concetto che rapportato ai problemi della regione significa essere vicini ai più deboli. Sembra una frase fatta: in molti la sbandierano, in pochi la attuano. Io sarò dei pochi”.

Patrizio Paolinelli, Materiali, Speciale elezioni, Marzo 2005.

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