Ceramica Vitruvit, rivolta contro lo spezzatino

wind_lavabo_vitruvitLa proprietà, accusa la Filcem, vuole “suddividere l’azienda in piccole società satelliti sotto i 15 dipendenti”. Blocco stradale davanti allo stabilimento di Civita Castellana, istituzioni solidali

“Abbiamo una sola richiesta: il reintegro nella Vitruvit dei dieci operai trasferiti in un vecchio
stabilimento che sta per essere ceduto ad un’altra azienda”. A parlare è uno dei lavoratori di
un’azienda storica della ceramica di Civita Castellana in provincia di Viterbo. Uno dei tanti che
ieri per oltre un’ora hanno bloccato la strada davanti all’impianto dismesso nel dicembre
dell’anno scorso (anche perchè non a norma con la Legge 626 sulla salute e la sicurezza nei
posti di lavoro) e poi riattivato dalla direzione aziendale circa un mese fa. La manifestazione,
organizzata dalla Filcea-Cgil, continua un braccio di ferro che va avanti da una decina di giorni
e che si è acutizzato mercoledì scorso quando l’Antica Ceramica Vitruvit (60 dipendenti) ha
ufficializzato l’intenzione di cedere un ramo d’azienda alla Arté Consulenze Srl della vicina
Sutri. Per la precisione intende cedere il vecchio stabilimento dove qualche tempo prima aveva
trasferito dieci lavoratori peraltro scelti prevalentemente in base alla loro combattività.
I lavoratori sono in assemblea permanente da una settimana con un’adesione allo sciopero del
100%. Non sono mancati momenti di tensione con ripetute richieste di intervento dei
Carabinieri da parte della Vitruvit e minacce di denunce a Mario Ricci, Segretario della
Federazione del PRC di Viterbo e a Ivano Peduzzi, Capogruppo di Rifondazione Comunista in
Consiglio Regionale, che il primo giorno di lotta si sono immediatamente recati negli
stabilimenti per sostenere i lavoratori.

L’atteggiamento muscolare dell’azienda non sembra proprio aver pagato. Intanto, perchè nei
loro interventi i Carabinieri si sono limitati a verbalizzare quanto stava accadendo e a sua volta
la Filcea-CGIL ha presentato una denuncia nei confronti della Vitruvit per attività antisindacale.
Poi, perché ieri al blocco stradale le istituzioni erano presenti in forze: dall’Assessore Regionale
al Lavoro, Alessandra Tibaldi, al Presidente della Provincia, Alessandro Mazzoli; dai consiglieri
provinciali eletti dalla sinistra alla Provincia di Viterbo all’Assessore Provinciale alla Formazione
professionale, Giuseppe Picchiarelli.

A prima vista la risposta del sindacato e delle istituzioni alla cessione di un ramo d’azienda che
coinvolge appena dieci dipendenti sembrerebbe sproporzionata. Ma così non è. Nel solo settore
della ceramica igienico-sanitaria il Distretto industriale di Civita Castellana conta 35 imprese
con dimensioni che vanno da 300 dipendenti a poche unità lavorative, per un totale di 2.300
addetti. A differenza della ceramica per stoviglierie, in fortissima sofferenza e con chiusura
continua di aziende, il settore igienico-sanitario non solo non risente di alcuna crisi ma è in
espansione. Ecco perché la mossa della Vitruvit di riaprire un impianto obsoleto, trasferirci
lavoratori e poi cederlo apre una nuova fase delle relazioni industriali così come spiega Luigi
Annesi, Segretario regionale della Filcem-Cgil Lazio: “C’è la volontà della proprietà di
suddividere l’azienda in piccole società satelliti al sotto dei 15 dipendenti in modo da applicare i
contratti che più gli aggradano, così come la Legge permette, per poi limitarsi a
commercializzare il prodotto. Questo è il vero fine del progetto messo in piedi dalla Vitruvit. Un
progetto che se passasse potrebbe essere replicato dagli altri imprenditori di quest’area che
fino ad oggi non hanno fatto giochi di questo tipo. Giochi che reputo un insulto ai lavoratori e
una minaccia serissima alle loro condizioni di vita”.

L’analisi di Annesi è pienamente condivisa dagli operai della Vitruvit e preoccupa fortemente i
lavoratori dell’intero Distretto. Tant’è che al blocco stradale hanno partecipato circa 50 delegati
di tutti gli altri stabilimenti dell’area industriale. L’aria che tira è quella di una lotta che non si
fermerà perché la posta in gioco è altissima e i lavoratori ne sono pienamente consapevoli.
Conferma questa sensazione Mario Ricci: <A tutti i suoi livelli Rifondazione Comunista è a
fianco dei lavoratori e appoggia le loro richieste. Con una compattezza straordinaria gli operai
della Vitruvit hanno risposto all’arroganza padronale e sono un esempio di lotta per l’intero
Distretto della ceramica. Un comparto industriale dove sono innumerevoli le realtà in crisi. Ma
questi lavoratori hanno scelto una strada precisa: non quella della subalternità ma della lotta
per i loro diritti>.

Patrizio Paolinelli, Liberazione, 5 luglio 2005.

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