La movida al Pirgo: un esempio nazionale di cattiva amministrazione

images (1)Al Pirgo l’Amministrazione comunale ha favorito la socializzazione giovanile basata sul divertimento. L’intenzione è buona vista la Marina chiusa ormai da tempo immemore e la penuria di spazi di aggregazione. Ma la sua realizzazione si è rivelata disastrosa perché anziché favorire la comunicazione il Pirgo è stato trasformato in un territorio segnato dall’incomunicabilità, conseguentemente dal conflitto e alla fine a divertirsi sono stati in pochi. Sempre che per divertimento si intenda un’attività ludica che fa star bene le persone e le rende migliori. Che cosa è mancato? La capacità di amministrare.

Ad accorgersi per primi che il lungomare Thaon de Revel non si sarebbe limitato allo struscio sono stati i residenti. I quali per tutta l’estate (e ancora oggi) hanno dovuto fare i conti con una movida all’insegna dello sballo continuo: ogni notte discoteca e locali all’aperto hanno sparato disco-music al massimo dei decibel possibili senza limiti di orario. Risultato: proteste, lettere al Prefetto, ripetute richieste di intervento della polizia e delle istituzioni. Ma non c’è stato niente da fare e alla fine chi ha potuto è andato a dormire altrove. Per fortuna gli abitanti del Pirgo sono generalmente benestanti e probabilmente possiedono una seconda casa. Il che non consola più di tanto perché dopo questa assordante estate il valore degli immobili del Pirgo è sicuramente calato.

Costringere dei cittadini a fuggire dalle proprie case o a condurre una vita infernale è di per sé un fatto gravissimo e il Comune sarebbe dovuto intervenire subito per porre delle regole contemperando l’esigenza del divertimento con quella del riposo. Ma così non è stato. In nome di un’idea del tempo libero all’insegna del più irresponsabile laissez-faire il Comune è stato sordo ad ogni richiamo.

E così il Pirgo è diventato una sorta di zona franca dove si è potuto (e si può) fare di tutto: schiamazzare senza limiti, somministrare alcolici a minorenni, evadere le tasse alla grande (come ha dimostrato un controllo della Finanza sui locali pubblici). Ovviamente in questa situazione da far-west è apparsa la droga e il lungomare Thaon de Revel è diventato un importante centro di spaccio della città.

Ora, se è pur vero che l’equazione divertimento=eccesso è veicolata da decenni dalla Tv commerciale è dovere di amministratori pubblici degni di questo nome offrire alternative all’intrattenimento di massa di stampo televisivo. Il che non è una pretesa stravagante. Basta osservare le iniziative estive di diversi Comuni a noi limitrofi per verificare un’offerta di svago che ha come scopo quello di permettere l’interazione positiva tra persone (si pensi ad esempio il festival “Caffeina” di Viterbo e al Festival della complessità di Tarquinia).

Ma gli inquilini di Palazzo del Pincio evidentemente non sono interessati a un intrattenimento di qualità, al benessere mentale, alla socializzazione dei loro concittadini. Per loro amministrare significa quantità: purché corrano soldi tutto è lecito e più facilmente corrono i soldi meglio è. Risultato: al Pirgo le persone si ammassano ogni notte senza stare insieme. Dinamica che sfocia facilmente nella violenza così come è puntualmente accaduto. Durante l’estate abbiamo potuto così assistere a scende degne del film “Arancia meccanica” come ad esempio quella che ha visto un tunisino inseguiti da bande di ragazzini ubriachi e le stesse bande confrontarsi tra loro in frequenti scazzottate.

Se durante l’estate sul lungomare Thaon de Revel non si sono registrati gravi fatti di sangue è per puro caso. E tuttavia per i giovani il Pirgo è diventato una scuola di diseducazione e di azzeramento del senso civico. Dinanzi alle cronache allarmate della stampa locale alcuni esponenti politici della maggioranza hanno provato a travisare i fatti e minimizzare. Ma è sotto gli occhi di tutti che a Thaon de Revel la movida è stata un fallimento per l’intera città perché in una realtà urbana non vocata al turismo di massa la movida può durare una notte o due. Ma se va avanti per mesi si trasforma in qualcos’altro. E questo qualcos’altro si chiama inciviltà.

A Rimini nessuno si sogna di impedire ai residenti di dormire o si lascia che quasi ogni sera nel salotto buono della città si assista a risse e inseguimenti. Eppure Rimini è uno dei divertimentifici più importanti del mondo. Ciò che intristisce è che il Pirgo può accogliere diversi tipi di evento e ha buone potenzialità turistiche. Ma queste chance richiedono degli Amministratori pubblici che sappiamo gestire le relazioni sociali e programmare le iniziative estive.

PATRIZIO PAOLINELLI e SIMONE PAZZAGLIA, lunedì 19 Settembre 2011.

http://www.bignotizie.it/news/rubriche/le-opinioni/8229-qla-movida-al-pirgo-un-esempio-nazionale-di-cattiva-amministrazione.html

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