Vandali non si nasce, si diventa

Panchina_DistruttaIdee per incrementare il senso di responsabilità nei giovani di Civitavecchia

Nei loro interventi per l’inaugurazione della nuova marina il sindaco Tidei e il vicesindaco Luciani hanno sottolineato l’importanza del senso civico dei cittadini e la necessità di rispettare le norme di civile  convivenza per mantenere un bene pubblico di grande rilevanza per  Civitavecchia. La sottolineatura dei due amministratori indica finalmente l’attenzione della politica al fenomeno del vandalismo. Diciamo “finalmente” perché che negli ultimi anni i danni alla città sono stati ampiamente tollerati.

Tidei ha avvertito che lungo la nuova marina sono state piazzate delle videocamere proprio per scoraggiare chi è in vena di bravate. Non solo. Ha presentato il nuovo capo della polizia municipale, generale Leonardo Rotondi. E ha avvisato che le cosiddette “ragazzate” non saranno più perdonate. Insomma, a differenza del passato le regole del civismo saranno fatte rispettare.

Siamo pienamente d’accordo con il sindaco perché l’immagine di  Civitavecchia soffre di un’evidente aggressione: muri imbrattati, panchine divelte, proprietà collettive devastate. Un assalto che dà ai forestieri un’impressione di degrado e lascia ai cittadini rispettosi della cosa pubblica un senso di frustrazione e di estraneità.

Per essere efficace l’altolà degli amministratori va sostenuto da un’analisi del fenomeno vandalismo finalizzata all’attivazione di strumenti da affiancare ai semplici controllo e repressione. Riteniamo che l’analisi debba partire dalla constatazione che la maggioranza dei civitavecchiesi siano persone civili che amano la propria città. Il problema è dunque una minoranza, senz’altro agguerrita, ma pur sempre una minoranza. Da chi è costituito questo manipolo? Da giovani. Così traspare dai discorsi di Tidei e Luciani e così è nei fatti. Dunque il problema del vandalismo è un problema giovanile. Da dove partire per affrontarlo? Proponiamo un’idea controcorrente: pensiamo che anche il vandalismo sia alla fin fine un atto di amore nei confronti della propria città, ma un atto d’amore deviato e perturbato. Insomma vandali non si nasce, si diventa. Occorre allora interrogarsi sui motivi per cui alcuni giovani della nostra città si lasciano andare a comportamenti di gratuita devianza sociale.

Invocare la disoccupazione è sin troppo facile. E se indubbiamente  costituisce uno dei fattori-chiave per spiegare la crisi della condizione giovanile (e non solo) la sua soluzione (che ovviamente auspichiamo) non garantisce affatto comportamenti urbani. Si può lavorare di giorno e rompere un lampione di notte. Il problema è sostanzialmente culturale. Una fascia della popolazione giovanile è preda di una subcultura gridata e consumista, fatta di atteggiamenti superficiali che bandiscono attenzione, ragionamento e riflessione. Uno spazio in cui la forma prevalente di rapporto col mondo è la competizione e la perdita dell’autocontrollo. Spettacolo che vediamo quotidianamente rappresentato in televisione e su altri media.

Non intendiamo demonizzare la cultura di massa. Fa parte del nostro paesaggio sociale. Ma proprio perché è parte del paesaggio non può essere l’unico modello possibile. Vanno quindi realizzati spazi di socializzazione che favoriscano il dialogo, la socialità, la comunità. Civitavecchia vuole voltare pagina? Bene, incentiviamo il lo sport, il teatro, il cinema e la musica di qualità. Inventiamo festival e competizioni locali, mettiamo i giovani in condizioni di esprimersi, diamo loro luoghi di aggregazione, strutture, strumenti. Favoriamo scambi culturali con giovani e famiglie di altri Paesi europei. Insomma, passiamo dalla politica “panem et circensem” ad una “politica culturale” degna di questo nome. Una politica culturale in cui il dialogo prevalga sullo schiamazzo e capace così di creare modelli positivi.

Il vandalismo non è altro che un modo sbagliato di chiedere attenzione. La stessa richiesta è evidente anche da comportamenti meno critici. Cosa fanno i ragazzi che passano in macchina sul lungomare con la disco music a tutto volume? Stanno chiedendo di comunicare con qualcuno alla stessa maniera con cui altri  giovani divelgono una panchina o imbrattano con lo spray una marciapiede appena rifatto. A chi domandano di essere ascoltati? Alla società degli adulti. Società che spesso non risponde. Le famiglie sono oppresse da problemi economici e fino a ieri gli amministratori pubblici pensavano ad altro. Oggi, con Tidei e Luciani, la politica ha posto il problema e ha dato una parziale soluzione. Il passo successivo è dare ai giovani strumenti di partecipazione e offrire valori etici. Ognuno farà le proprie scelte ma il senso di responsabilità diventerà un comune sentire. Volendo semplificare tutto questo si può chiamare prevenzione. E come noto, prevenire è meglio che curare. Costa meno e ha effetti più duraturi.

Patrizio Paolinelli – Mario Michele Pascale

Annunci

3 thoughts on “Vandali non si nasce, si diventa

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...