Quando nacque Maigret

9788876982842Francis Lacassin ricostruisce la genesi del celebre poliziotto

L’apparizione di un personaggio letterario è spesso avvolta da un alone di mistero. Tanto più se il personaggio in questione conquista la fama mondiale come nel caso del Commissario Maigret, la creatura letteraria di Georges Simenon. Francis Lacassin (1931-2008), uno dei massimi esperti francesi di letteratura popolare e profondo conoscitore dell’opera di Simenon, si è cimentato nell’impresa di ricostruire la genesi del celebre poliziotto trasformandosi a sua volta in un investigatore che, risolto il caso, pubblica la propria inchiesta in un agile libro dal titolo “La vera nascita di Maigret” (Edizioni Medusa, 133 pagg., 14,50 euro).

Innanzitutto occorre interrogarsi sul titolo: perché “vera storia”? Ne esiste forse una falsa? Sì. E per di più l’autore del falso è lo stesso autore di Maigret. E’ noto quanto lo scrittore fosse un gran travisatore della realtà. Un po’ tale disposizione è dovuta alla psicologia del narratore, portato per vocazione a fondere e confondere molteplici punti di vista. Un po’ la deformazione dei fatti avvolge autore e personaggio in un alone leggendario che ha alimentato sospetti e domande contribuendo così al successo di vendite.

La versione di Simenon racconta che Maigret sarebbe comparso all’improvviso nella sua mente durante l’estate del 1929 mentre si trovava a Delfzijl, un piccolo porto olandese. Alla ricerca di pace e tranquillità lo scrittore belga finisce per mettersi a lavorare all’interno di una chiatta abbandonata il cui fondo è pieno d’acqua rossastra: “Dopo un’ora cominciavo a veder disegnarsi la massa possente e impassibile di un signore che, mi pareva sarebbe stato un commissario accettabile. Durante la giornata aggiunsi al personaggio qualche accessorio: una pipa, una bombetta, un soprabito pesante col colletto di velluto. E, visto che nella mia chiatta c’era un freddo umido, gli concessi nel suo ufficio una vecchia stufa di ghisa”. Lacassin sa che Simenon sta mentendo. Ha talmente tante prove in mano che la falsa testimonianza dello scrittore fa sorridere. Ma fino a un certo punto. Il creatore di Maigret non è uno sprovveduto. Al contrario, è un abilissimo imprenditore di se stesso. Ed è anche a questa abilità che deve il suo lungo e planetario successo.

Quali sono le prove di cui dispone Lacassin? Sono i circa settanta lavori pubblicati da Simenon prima dell’avvento di Maigret. Si tratta allora di ricostruire il profilo dello scrittore durante gli anni ’20 del secolo scorso. Anni in cui l’immaginario collettivo non è fagocitato da cinema e Tv come accade oggi e il bisogno di fantasticare viene soddisfatto da una copiosa produzione di romanzi popolari. Per soddisfare questo mercato una possente industria editoriale serializza la produzione letteraria. Simenon fa parte di questa industria. E’ uno stacanovista della tastiera: riesce a scrivere decine e decine di pagine al giorno lasciando stupefatti i suoi committenti. Ma utilizza diversi pseudonimi. Perché? Perché Simenon è estremamente ambizioso. Il 10 dicembre 1922, a soli 19 anni, lascia la piccola Liegi (dove si è affermato come giornalista nella locale Gazzetta) per Parigi (allora capitale mondiale della cultura). Il giovane belga considera il lavoro di reporter come un tirocinio e punta più in alto: fare lo scrittore. Ma non è ancora sicuro dei propri mezzi espressivi. Perciò usa degli pseudonimi come paraventi. Oltretutto, a causa di ristrettezze economiche, è costretto a scrivere per riviste piccanti utilizzando nomi davvero di fantasia: Gom Gout, Poum e Zette, Plick et Plock. L’attività per questa letteratura minore non nuoce perché gli permette sia di sbarcare il lunario che di introdursi nell’ambiente letterario parigino. Nel 1927 Simenon entra a far parte della scuderia Fayard firmando con questa casa editrice ben trentaquattro romanzi.

Gli anni che vanno dal 1925 al 1930 sono quelli in cui lo scrittore belga avvia il passaggio dal romanzo popolare a quello semi-letterario come il poliziesco. Per prudenza si firma Georges Sim. E’ in questa fase che, secondo la minuziosa ricostruzione di Lacassin, prende lentamente forma la figura di Maigret. Nient’affatto spontanea, la nascita del famoso poliziotto è stata prima sperimentata con almeno diciotto detective. Si tratta di figure che per un dettaglio, una mania, un particolare dell’aspetto contribuiranno a costruire la personalità di Maigret. Ad esempio, Yves Jarry. Protagonista di quattro romanzi è un uomo giovane, mondano, elegante e seducente. Basta rovesciare queste qualità e abbiamo il ritratto di Maigret. Oppure l’ispettore Joseph Boucheron. Come Maigret è un tipo ruvido, si sente più a suo agio tra le persone comuni che con l’alta borghesia, detesta funzionari cinici e anonimi. Il 30 settembre 1929 Fayard accetta il manoscritto di “Treno di notte” dove finalmente Maigret compare con il suo nome, la sua carica umana e la sua simpatia.

Patrizio Paolinelli, VIAPO, inserto culturale del quotidiano Conquiste del Lavoro, 21 dicembre 2013.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...