Maria Rita Gismondo: “Scienza e cultura sono le sole armi che abbiamo per comprendere ciò accade nel mondo.”

Ombre allo specchio. Bioterrorismo, infodemia e il futuro dopo la crisi è il nuovo libro di Maria Rita Gismondo, Professoressa e Direttrice del laboratorio di Microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze presso l’Ospedale Sacco.

Dallo stile limpido, che cattura sin dalla prima riga, Maria Rita Gismondo ci aiuta, attraverso le sue pagine, a riconsiderare la pandemia di Sars CoV2 – dalla quale stiamo lentamente uscendo – in modo rigoroso e con le giuste strumentazioni scientifiche.

Ma il Covid-19 è anche l’avvio di una riflessione di più ampio respiro, e che inizieremo a raccontare ai nostri lettori – proprio a partire da oggi – insieme con la Professoressa Gismondo; poiché la conoscenza scientifica, rettamente appresa e praticata, è il solo strumento che abbiamo per diradare le tante ombre che hanno offuscato e ancora offuscano la visione della verità.

Professoressa Gismondo, è appena uscito il suo nuovo libro – Ombre allo specchio. Ho una curiosità: perché questo titolo?

Perché lo specchio, per me, è la metafora che disvela la verità. In questi mesi, durante il pieno della pandemia da coronavirus, si sono verificate moltissime situazioni nelle quali la verità non è mai emersa in modo limpido. In altri casi, invece, non la si è voluta guardare. Con questo libro, partendo proprio dalla mia esperienza sul campo relativamente al Sars CoV2 ma anche andando oltre, ho voluto dire la mia cercando di far luce su quelle situazioni che, a mio avviso, sono state piene di ombre.

Secondo lei qual è stata la ragione di queste ombre?

Diciamo che ha fatto comodo osservare la pandemia di Sars CoV2 in un certo modo. Si è, cioè, preferito interpretarla in maniera inesatta. Tutti ricordiamo, per citare il più eclatante fra i numerosi esempi, le cifre sui contagiati e i decessi date ogni giorni da Borrelli: il caso più eclatante dell’imprecisione e della nebulosità cui accennavo poc’anzi. Questa grossolanità non ha fatto altro che creare il panico da Sars CoV2.

Perché si è creato questo panico?

Perché ha aiutato a distogliere l’attenzione da problemi seri che non hanno smesso di esistere. Sentiamo più, forse, parlare della crisi economica, della situazione in Libia o in Siria? Non mi pare. Il Covid-19 ha fatto comodo soprattutto ai politici.

E ora che la situazione sta pian piano rientrando cosa accadrà?

Accadrà che i problemi che ci sono sempre stati riemergeranno con più prepotenza di prima. Ce ne accorgeremo a partire dal prossimo Settembre quando ci saranno moltissimi licenziamenti. Tutti i problemi che avevamo prima del Covid-19 non sono scomparsi. Anzi: in alcune situazioni si sono perfino acuiti. Basti pensare, nell’ambiente medico-scientifico, alla dolorosa e annosa questione del precariato: ancora non è stata risolta. Non è un problema da poco e da prendere alla leggera.

Ma il mondo scientifico di fronte a questa situazione di panico generale come si è comportato secondo lei?

Il mondo medico scientifico è fatto di persone, di individui. Alcuni si sono comportati bene e in modo corretto, altri in maniera non proprio limpida.

A tal proposito vorrei chiederle cosa pensa di quello che ha detto Massimo Galli, e cioè che nel prossimo Autunno il Sars CoV2 potrebbe abbattersi di nuovo su di noi e con grande aggressività.

Non sapevo né immaginavo che il Prof. Galli avesse doti divinatorie e che fosse capace di predire il futuro. Se lui è anche un veggente, non posso che rallegrarmene. Io, francamente, preferisco restare con i piedi ben saldi sulla terra e dico questo: al momento non vi è alcuna certezza che una seconda ondata ci sia o no. L’unica certezza che abbiamo è che sappiamo perfettamente come trattare le infezioni da Sars CoV2 e sappiamo come intervenire tempestivamente per evitare che ci sia, di nuovo, una diffusione del virus come quella di Marzo e Aprile scorsi. Se da questa esperienza non abbiamo imparato nulla, allora vuol dire che non si è capito niente di ciò che ci è capitato. Quindi non concordo su nulla di quello che ha affermato il Prof. Galli nella sua nuova veste da veggente.

Lei crede che i medici, coloro che hanno lavorato in prima linea, abbiano imparato ciò che era necessario apprendere?

I medici hanno davvero imparato tantissimo da questa pandemia. Ed è anche grazie soprattutto a questo che dobbiamo tutti tornare a vivere tranquillamente la nostra quotidianità. Con attenzione e cautela, ma con grande serenità. Questo virus, adesso, non ci fa più paura perché sappiamo bene come affrontarlo.

Dal suo libro emerge chiaramente che la pandemia di Sars CoV2 è stata, sì, un evento eccezionale ma non unico, perché nel mondo vi sono tantissime epidemie causate da agenti patogeni diversissimi e, in taluni casi, più pericolosi.

È vero. Basta pensare ad epidemie come Ebola per rendercene conto. Il Sars CoV2 è stato un fenomeno nuovo che ha creato grande clamore nel mondo ed un conseguente impatto diverso fra le persone e il mondo scientifico. Ma ora non rappresenta più una sorpresa. Tuttavia occorre parlare chiaramente alla gente, dire le cose come stanno e raccontare ciò che succede. Le epidemie fanno parte della nostra storia. È stato sempre così e lo sarà anche in futuro.

Nel sottotitolo del suo libro c’è una parola che mi piacerebbe spiegasse: ‘infodemia’. Di che si tratta, precisamente?

Basta vedere quello che succede, ancora oggi, dal punto di vista comunicativo su giornali e Tv relativamente al Covid-19 per comprenderlo. La prima a creare l’infodemia è stata proprio l’Oms, a ancora continua dando ogni giorno notizie contraddittorie sul Sars CoV2, così creando confusione e paura.

A tal proposito, pare che l’Oms abbia confermato che il Sars CoV2 si trasmette per via aerea.

E dov’è la novità? Tutti i coronavirus si trasmettono così attraverso le famose goccioline di cui abbiamo tanto sentito parlare. Sarebbe ora di finirla con questi annunci dati a vanvera. Io sono per notizie certe e comprovate scientificamente.

Come estirpare l’infodemia in quanto fenomeno sociale?

È davvero molto difficile. Ci vogliono cultura da parte delle persone e competenza scientifica associata ad un’alta etica professionale da parte degli addetti ai lavori. Solo in questo modo si riuscirà ad eliminare l’infodemia, altrimenti sarà dura. Cultura e approfondimento sono le sole armi che abbiamo a disposizione. In Italia, sotto questo aspetto, non siamo nel migliore dei mondi possibili.

Pierluigi Pietricola, fondazionenenni.blog, 11 lulgio 2020.

MARIA RITA GISMONDO: “Scienza e cultura sono le sole armi che abbiamo per comprendere ciò accade nel mondo. Galli dice che il Covid-19 tornerà in Autunno? Ignoravo fosse un veggente”

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