La strage di bologna quarant’anni fa ma troppo ancora nun se sa…

È sempre ‘n’esercizio molto tosto
ricordasse ogni anno il due d’agosto
urla, morti e feriti sotto le macerie
de gente che lavorava o annava in ferie
Co’ questo l’anniversari so’ quaranta
ma la voja de verità rimane sempre tanta

De Pertini rivedo ancora er pianto
in quella stazione ridotta a camposanto
Avemo condannato l’infami assassini
de donne, de vecchi, d’ommini e bambini
Ma li nomi dei mandanti dei criminali veri
quelli c’hanno armato la mano dell’artificieri
ancora so’ anniscosti dar fumo delle complicità
che er Paese reclama er diritto de fasse svela’
P2, nazifascisti, servizi deviati
volemo li nomi de ‘st’esseri spietati
Volemo, anche si stanno già all’alberi pizzuti, (1)
che sui libri se scriva chi ereno ‘sti bruti
Si sappiano le ragioni de tutte quelle stragi
ordinate da ‘st’ommini malvagi
che volevano blocca’ er corso della storia
riprecipitanno er Paese nell’era littoria
Chè a certi personaggi la democrazia nun piace
e la nazione se deve solo da da’ pace
si a comanna’ vole torna’ gente rapace
che sporpa i poveri pe’ fa’ ingrassa’ i più ricchi
e si er popolo soffre … che s’impicchi
I giovani lo devono sapere
chi c’era dietro quelle camicie nere
chi ha ordinato diretto e finanziato
quel maledetto vile ignobile attentato
E allora ommini e donne de bbona volontà
lottamo ancora pe’ scopri’ tutta la Verità

(1) A Roma con la frase “anna’ all’arberi pizzuti” s’intende morire e andare al cimitero dove sono sempre presenti i cipressi.

Pasquino il Templare, fondazionenenni.blog, 2 agosto 2020.

LA STRAGE DI BOLOGNA QUARANTANNI FA MA TROPPO ANCORA NUN SE SA…

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