Whistleblowing, informazione e potere

Il dibattito italiano su whistleblowers e trasparenza ha avuto tutta una serie di problemi, legati anche alla ricerca costante del sensazionalismo e della verosimiglianza, ma ha finito per depositare i propri rivoli in una opinione pubblica sempre più vicina ai temi sollevati: sia le guerre e le sue atrocità rivelate da WikiLeaks grazie a Chelsea Manning, sia tutti gli interrogativi e i dilemmi di una società sempre più controllata – i casi Nsa e Cambridge Analytica – ci riguardano, trattandosi di temi, specie i secondi, quotidiani, alla portata di tutti, quanto meno nei loro effetti. Continua a leggere

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Ingranaggi oliati dell’oppressione

Un percorso di letture per riflettere sugli effetti perversi della cosiddetta «crisi», attraverso i libri «Segni e macchine» di Maurizo Lazzarato e «Capitalismo immateriale» di Stefano Quintarelli

Una riflessione che si inerpica su sentieri impervi per poi lasciarsi andare alla corsa su discese pericolose. L’oggetto da studiare e analizzare è il capitalismo. Le salite faticose riguardano l’assoggettamento sociale (cioè le forme di governo della vita); le discese hanno invece a che fare con l’asservimento macchinico, cioè ai dispositivi sociali e tecnici che definiscono i rapporti sociali esistenti. Chi si inoltra su questo percorso è Maurizio Lazzarato in Segni e macchine (ombre corte, pp. 167, euro 17), scritto dieci anni fa, ma che rivela ancora, nonostante il tempo trascorso, la capacità di mettere a fuoco le invarianti del capitalismo quando è in crisi, che l’autore qualifica come il ripresentarsi sulla scena politica del fascismo e dello Stato nazionale. Continua a leggere

Etica spirituale del camminare

A prima vista un movimento naturale come camminare sembrerebbe non dover essere oggetto di approfondite riflessioni. In realtà le cose non stanno affatto così. A dimostrarlo è un pregevole tascabile, scritto dal filosofo Giuseppe D’Acunto, intitolato Viandare. Etica e spiritualità del camminare (Edup, Roma, 2019, 101 pagg., 12,00 euro). Il libro consiste in una serie di brevissimi capitoli in cui sono illustrate le posizioni sul tema dello spostarsi a piedi da parte di cinque filosofi (Platone, Rousseau, Schelle, Nietzsche, Benjamin) e sette scrittori (Stendhal, Balzac, Thoreau, Hesse, Walser, Hessel, Chatwin). Continua a leggere

Solo l’esercizio critico ci salverà dalla disumanizzazione

Per un’etica del pensare di Calogero Caltagirone, per Mimesis. Un saggio sul progetto di Jürgen Habermas di una dimensione pubblica della ragione

Per un’etica del pensare, di Calogero Caltagirone (Mimesis, pp. 306, euro 26), è un saggio sul progetto di Jürgen Habermas di una dimensione pubblica della ragione. Il filosofo tedesco novantenne è noto per l’accezione moderna di «opinione pubblica», insieme di idee coese che la collettività ha su un argomento attraverso i discorsi che circolano e a prescindere da chi lo presenta, da disuguaglianze di potere, ricchezza o forza fisica. Oggi che Internet ha disgregato l’opinione pubblica, perché ci si illude di distinguersi esprimendo un parere contrario, rileggere Habermas è essenziale. In questa ricostruzione diacronica del suo percorso un’ipotesi forte emerge, utile a svegliare dal sonno la politica contemporanea: sviluppare una ragione critica orientata all’intesa è la chiave dell’emancipazione personale. Continua a leggere

Tra oblio e feticcio, l’umano consumato a tutta velocità

Cronofagia, un saggio composito di Davide Mazzocco per D editore

Nelle sue magistrali analisi storiche Fernand Braudel ha messo in evidenza come la nascita del capitalismo e la costituzione stessa dei nuovi Stati nazione siano comprensibili in modo approfondito solo facendo riferimento allo spazio: l’epoca moderna segnata dalle conseguenze dell’espansione europea nel mondo è l’epoca dell’appropriazione politico-economica dei piccoli e grandi spazi e dell’organizzazione degli scambi al loro interno. Per Braudel si può addirittura parlare di capitalismo in senso proprio solo se tiene presente l’affermazione di questo modello: trarre profitto, in modo tendenzialmente monopolistico, sfruttando la circolazione di beni e di denaro su larga scala. In questa fase «classica» della modernità, lo sviluppo della potenza è legato alla colonizzazione dello spazio. Continua a leggere

La prospettiva culturale di De Martino

Le immagini antropologiche dell’uomo sono tante, spesso in conflitto tra loro e sviluppate da prospettive disciplinari differenti. Si pensi a Freud, per il quale l’uomo è stretto nella dialettica tra razionalità e irrazionalità, o a Durkheim, che considera gli individui sostanzialmente come portatori di ruoli sociali. Queste immagini sono il risultato di precise posizioni filosofiche sull’essenza umana. Posizioni che in numerosi autori sono poco o nulla esplicitate, ma che lo studioso del loro pensiero può ricostruire attraverso un’attenta indagine. Si tratta di un lavoro duro, meticoloso a cui si sottopone un giovane filosofo italiano, Paolo Calandruccio, nell’affrontare l’opera di Ernesto De Martino. Calandruccio vaglia con puntualità i portati filosofici dell’antropologo campano in un libro intitolato “L’identità che trascende nel valore. Una proposta sull’essenza dell’uomo fondata sul pensiero di Ernesto De Martino” (Mimesis, Milano, 2018, 120 pagg. 12,00 euro). Continua a leggere

La grammatica del buon vivere

«Utopia in cantiere. Economia solidale nuova economia politica», un volume del gruppo di ricerca Solidarius

«Cos’altro deve accadere?» – si ripetono gli amici di Solidarius, per uscire dal buco nero della crisi di civiltà in cui sta precipitando lo spirito del nostro tempo? Per rispondere a questa domanda e dare conto di un lavoro collettivo, svolto per più di un anno, si aggiunge un nuovo e recente volume dal titolo Utopia in cantiere. Economia solidale, nuova economia politica (edito da Pioda Imaging, pp. 418, euro 20; con prefazione di Roberto Mancini e distribuito direttamente dal gruppo Solidarius Italia che lo spedisce senza ricarico dei costi di spedizione). Nel tentativo di orientare, il gruppo di ricerca usa da tempo come lanterna il pensiero e le sperimentazioni di Euclides Mance, filosofo ed economista brasiliano, teorico delle reti e, soprattutto, attivista dei movimenti solidali latinoamericani. Continua a leggere