Noam Chomsky e Michel Foucault: due modi di contestare il potere

Noam Chomsky, Michel Foucault, Della natura umana. Invariante biologico e potere politico, DeriveApprodi, Roma 2005, Euro 12,00.

Nel 1971, ad Eindhoven, si confrontarono per la prima ed ultima volta due intellettuali che incarnavano (Chomsky lo incarna ancora oggi) due modi differenti, per non dire opposti, di ‘contestare’ il potere e le sue epifanie politico-economiche: da un lato il sofisticato, ironico habitus genealogico di Foucault (“storico allo stato puro”, lo definiva l’amico Paul Veyne), grazie al quale ogni ipostasi, ogni apriorismo concettuale o scientifico prodotto dalla modernità, si fluidifica rivelando la sua impura compromissione con la storia; dall’altro, l’idealismo anarco-libertario di Chomsky, il quale ha tentato di fondare, su una sorta di apriorismo cognitivo nell’ambito della linguistica (la cosiddetta grammatica universale o generativa, che ipotizza una capacità innata della mente umana di apprendere e articolare il linguaggio), la propria battaglia per la giustizia e i diritti dell’uomo. Continua a leggere

Società signorile di massa o società signorile e basta?

In un suo recente libro Luca Ricolfi descrive l’Italia come una “società signorile di massa” consumista, parassitaria, imbelle. Ma dietro questa interpretazione si cela il tentativo di salvare il sistema e soggettivizzare le colpe, trovando un capro espiatorio nelle vittime

Se si volesse rintracciare una forma esemplare, nei sui tratti anche estremi, del tipo di racconto emergente intorno alla società italiana, occorrerebbe riferirsi senza esitazioni a Luca Ricolfi, sociologo, professore di Analisi dei dati all’Università di Torino, che in un recente saggio, La società signorile di massa (La nave di Teseo, 2019), corroborato da una serie di interviste, delinea un regime sociale, per l’appunto signorile e di massa, che si sarebbe instaurato da tempo in Italia: «La tesi che vorrei difendere – dichiara l’autore – è che l’Italia è un tipo nuovo, forse unico, di configurazione sociale. La chiamerò società signorile di massa, perché è l’innesto, sul suo corpo principale, che rimane capitalistico, di elementi tipici della società signorile del passato feudale e precapitalistico. Per società signorile di massa intendo una società opulenta in cui l’economia non cresce più e i cittadini che accedono al surplus senza lavoro sono più numerosi dei cittadini che lavorano». Continua a leggere

Il 1969 alla Fiat di Torino, è online l’e-book gratuito

Pubblichiamo l’e-book che raccoglie le testimonianze di Paolo Franco e Luciana Castellina sulla lotta operaia negli stabilimenti Fiat Mirafiori di Torino nel 1969. A cinquant’anni di distanza, la storia di una straordinaria stagione di conflitto.

Il 1969 alla Fiat di Torino, è online l’e-book gratuito

Tre domande a… Giorgio Benvenuto. “C’è una disuguaglianza crescente tra i padroni dell’innovazione tecnologica e i cittadini comuni”

Secondo il Rapporto Oxfam il 20% della popolazione più ricca del nostro Paese detiene quasi il 70% della ricchezza nazionale. Allo stesso tempo le disuguaglianze sociali aumentano. Cosa è necessario fare per invertite questa tendenza?

Innanzitutto questa tendenza non riguarda solo l’Italia, ma l’Europa e il mondo intero. Le sue cause si chiamano: globalizzazione, finanziarizzazione e mercato. A tali cause dobbiamo aggiungerne altre due: la messa all’angolo delle forze sindacali e dei corpi intermedi da un lato, e l’ubriacatura per il mercato da parte di partiti e movimenti che si richiamavano alla sinistra, dall’altro. Nel loro insieme queste cause hanno determinato quanto denuncia il Rapporto Oxfam. Continua a leggere

Moni Ovadia: «Clima intimidatorio con chi critica le politiche di Israele»

Moni Ovadia

Val Susa, salta il convegno con pacifista palestinese. «C’è un clima intimidatorio nei confronti di chi avanza critiche alle politiche di Israele. E mi addolora sapere che anche qualche sezione dell’Anpi possa cascarci»

«C’è un clima intimidatorio nei confronti di chi avanza critiche alle politiche di Israele. E mi addolora sapere che anche qualche sezione dell’Anpi possa cascarci». Così, l’attore e drammaturgo Moni Ovadia, commenta l’annullamento della conferenza con l’attivista pacifista di Gaza, Ahmad Abu Artema, che si sarebbe dovuta tenere nella sala comunale Almese (Torino), in Val di Susa, il 17 gennaio. Continua a leggere

Transizioni digitali. Introduzione

Introduzione

 Le nostre società sono fondate sul lavoro, ma oggi il lavoro umano è messo in discussione dai progressi dell’intelligenza artificiale. Qual è il suo futuro in un’epoca in cui l’innovazione tecnologica è dappertutto ed è sempre più spinta? Intorno a questa domanda si è aperto da anni un dibattito pubblico e grosso modo possiamo dire che si sono formati due gruppi principali: da un lato, coloro che insistono sulle opportunità offerte dalle nuove tecnologie e minimizzano i rischi occupazionali; dall’altro, coloro che si preoccupano dei posti di lavoro perduti senza negare le opportunità offerte dall’introduzione di macchine sempre più avanzate nelle fabbriche e negli uffici. I primi guardano al futuro e profetizzano l’avvento dell’homo digitalis destinato a vivere in perfetta simbiosi con le tecnologie informatiche; i secondi osservano l’umanissima attualità dell’homo faber a partire dalla dialettica tra tecnologia e società. Continua a leggere

La ricerca del sublime sacrificata nei templi del tempo libero

Una stratificata analisi dell’«era del turismo». «Il selfie del mondo» di Marco d’Eramo per Feltrinelli

Il filosofo Immanuel Kant è stato il primo a teorizzare, nella Critica del Giudizio, la figura del turista come un soggetto che si muove per il mondo alla ricerca di esperienze estetiche gratificanti. Alla ricerca cioè di mete di visita che sono in grado di assumere ai suoi occhi un carattere sublime. Non sono però sublimi in assoluto, ma lo diventano per un turista che li vive come inferiori rispetto a sé. Che trova dunque in tal modo una conferma della sua superiorità nei confronti della natura, ma anche di chi la abita, ovvero gli abitanti di un determinato luogo geografico. Continua a leggere