Nella Casa dei sogni dove scorre la storia di tutti

«Il ministero della suprema felicità» di Arundhati Roy, per Guanda. Il ritorno al romanzo dell’autrice indiana a vent’anni da «Il dio delle piccole cose»

Circola una strana, imprevista e imprevedibile felicità nel romanzo con cui Arundhati Roy ritorna alla scrittura narrativa a venti anni di distanza da Il dio delle piccole cose, pubblicato nel 1997 in Italia sempre da Guanda. A partire già dal titolo, Il ministero della suprema felicità, nonostante sia dedicato agli inconsolabili e nonostante le questioni affrontate in esso: l’India contemporanea, ancora una volta, con tutte le sue infinite declinazioni di religioni, caste e varie forme di intoccabilità, le battaglie dei contadini contro i progetti che li cacciano dalle loro terre, il Kashmir e la lunga guerra terribile e atroce ancora in corso, descritte con una coralità nonostante tutto lieve e, a volte, sorridentemente ironica, in cui i molti personaggi del romanzo sono toccati da una determinazione alla felicità che li rende cari e preziosi a chi legge.

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