L’irriducibilità dell’oggetto

Nuova edizione per i testi di Alfred Schmidt e Hans-Georg Backaus, due classici francofortesi che indagano l’opera di Marx in relazione con l’idealismo tedesco. «La realtà sfugge sempre alla presa del concetto, che non si lascia identificare»

Gli anni Sessanta del Novecento non sono stati solo la grande stagione dei movimenti, ma anche un periodo di straordinario rinnovamento e ripensamento del marxismo. A mio modo di vedere, il maggior rilievo lo hanno avuto tre correnti di pensiero che proprio in quella fase si sono sviluppate, non senza rapporto con i movimenti che attraversavano la società.

Le tre nuove letture del marxismo che hanno segnato il periodo sono state quella operaista di Panzieri, Tronti e Negri, quella althusseriana e quella francofortese. Tre esperienze nate nel cuore del vecchio continente (Italia, Francia, Germania) e molto diverse, anzi persino antagoniste, tra loro. Continua a leggere

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La città tentacolare dove si alternano controllo e resistenza

Parigi

 Riflessioni intorno a «Spazio e politica» del filosofo francese Henri Lefebvre, pubblicato da ombre corte

Henri Lefebvre è stato un filosofo anomalo nel panorama francese degli anni Sessanta e Settanta. Polemico con Louis Althusser, insensibile all’esistenzialismo di Jean-Paul Sartre, curioso ma diffidente verso il percorso di Michel Foucault, diffidente verso Nicos Poulantzasis e Charles Bettelheim ha seguito un percorso di ricerca segnato da tappe anticipatrici di quanto sostenuto e affermato dai movimenti sociali a lui successivi. Continua a leggere

La contraddizione immedicabile che assedia il mondo

«Il demone della politica»: un’antologia che raccoglie gli scritti di Mario Tronti dal 1958 al 2015, per Il Mulino. Non più lotte operaie nello sviluppo, ma masse organizzate all’interno dello Stato capitalistico. Marx si verifica nella contingenza, sperimentando il futuro: è questo l’assunto di metodo dell’autore

Per costruire una teoria critica del tempo in cui viviamo, non è necessario partire da Karl Marx. Impossibile invece è utilizzare Marx per pensare «contro il mondo, l’uomo, la società». Valutare l’arco complessivo della vicenda intellettuale di Mario Tronti significa sfidare questo estremo impossibile. Ne è occasione la bella pubblicazione, per il Mulino, di una poderosa antologia trontiana, Il demone della politica, che raccoglie scritti compresi tra il 1958 e il 2015. Il volume, curato con sapienza da Matteo Cavalleri, Michele Filippini e Jamila Mascat (Il Mulino, pp.656, euro 46), funziona attorno ad alcuni nuclei teorici – la scoperta del punto di vista di classe; il viaggio tra gli arcani del politico; l’asintotico dibattersi tra realismo e trascendenza – per approdare allo sguardo nostalgico che questo singolare Freigeist posa sul Novecento. Continua a leggere

Il senso della matematica formulato da Alain Badiou

Libro-intervista a cura di Gilles Haéri per Mimesis, un altro tassello del suo pensiero

 

Il padre di Alain Badiou era un matematico e certamente anche questo fatto familiare ha influito sugli interessi per la matematica da parte del figlio, oggi conosciuto soprattutto come filosofo politico. Nella sua prolifica e variegata vocazione alla scrittura e al pensiero solo a partire da un certo momento però la matematica ha costituito per Badiou un elemento cruciale.

E ciò è accaduto molto tempo dopo quello che si può considerare il suo primo scritto in questa disciplina: Il concetto di modello (riedito nel 2007 e tradotto in italiano nel 2011). Continua a leggere

La vena sotterranea della filosofia

Essere marxisti in filosofia di Louis Althusser. Una raccolta di scritti finora inediti in Italia

La lettura dei testi inediti del «penultimo Althusser» – quello degli anni Settanta, che continua a suscitare «un’ostilità sgomenta» come sottolinea G. M. Goshgarian nella sua introduzione a Essere marxisti in filosofia (Dedalo, pp. 248, euro 18) – può riservare qualche sorpresa. Almeno a coloro che non si sono fermati ai testi canonici del filosofo francese – Pour Marx e Lire le Capital – o che, successivamente, hanno posto l’attenzione sui materiali suggestivi, per quanto frammentari, degli anni Ottanta (anch’essi in gran parte inediti all’epoca) incentrati sulla corrente sotterranea del materialismo dell’incontro interpretandoli come l’ennesima rottura o radicale autocritica del pensiero althusseriano.

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Benjamin Fondane e Cioran

cover cioran al di là della filosofia“Fondane era davvero… un guerriero. Era intellettualmente molto aggressivo, sempre contro o a favore di qualcosa […] Fondane aveva una presenza imponente, tutto si animava intorno a lui; eravamo molto lieti nel sentirlo parlare”. Questi e altri ricordi di Emil Cioran sulla figura dello scrittore moldavo scomparso nel 1944 sono oggi contenuti in un piccolo tascabile curato da Antonio Di Gennaro e intitolato: “Al di là della filosofia. Conversazioni su Benjamin Fondane”, (Mimesis Edizioni, 2014, 106 pagg., 6,90 euro).

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La scrittura e la coscienza

NZOIn tempi in cui la scrittura convenzionale e il libro stanno cedendo il passo ai media elettronici Evelyne Grossman va decisamente controcorrente con il suo ultimo lavoro intitolato L’angoscia del pensare (Moretti & Vitali, Bergamo 2012, 169 pagg. 18 euro). Va aggiunto che il nuotare controcorrente della Grossman è davvero spericolato. Forse non potrebbe essere altrimenti per una delle più importanti specialiste francesi dell’opera di Antonin Artaud. E in questa sua ultima fatica Grossman mette insieme autori per molti aspetti estremi quali appunto Artaud e poi Beckett, Blanchot, Derrida, Foucault, Levinas, Lacan. Tutti iconoclasti capaci rovesciare la prassi letteraria, di costruire nuovi punti di vista e di aprire inedite critiche alle forme del sapere. Insomma, già dal titolo è evidente: L’angoscia del pensare è un libro che chiede al lettore forte concentrazione. E anche questo è un altro motivo che lo distingue dalla pubblicistica prêt-à-porter oggi dilagante. Continua a leggere