Prima e dopo l’Ottobre. I germogli della nuova società

 «La rivoluzione russa e i contadini. Marx e il populismo rivoluzionario» di Pier Paolo Poggio, per Jaca Book. La ripubblicazione di un testo uscito nel 1978 che propone la questione rurale alla lente dello sguardo moderno del «Moro»

In questo anno centenario della Rivoluzione sovietica appare quanto mai utile la ripubblicazione da parte della Jaca Book (con l’aggiunta di un’ampia e approfondita nuova introduzione) del libro di Pier Paolo Poggio, La rivoluzione russa e i contadini. Marx e il populismo rivoluzionario (LXXXII, pp.308, euro 25). Poggio non è solo lo storico che dirige da anni la Fondazione Luigi Micheletti di Brescia e il Museo dell’Industria e del Lavoro (Musil), ma è soprattutto il curatore di un’impresa, tanto significativa e ricca nei contenuti quanto assai poco nota e letta, che è il progetto, in cinque volumi, L’Altronovecento. Comunismo eretico e pensiero critico, di cui sono usciti sempre per la Jaca Book i primi quattro poderosi volumi. Continua a leggere

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La durezza del Capitale

L’11 settembre l’opera di Karl Marx compirà i suoi primi 150 anni. La stesura del libro, iniziata nel 1862, venne funestata dalla povertà economica dell’autore e dalla sua precaria salute

L’opera che, forse più di qualunque altra, ha contribuito a cambiare il mondo, negli ultimi centocinquant’anni, ebbe una lunga e difficilissima gestazione. Marx cominciò a scrivere Il capitale solo molti anni dopo l’inizio dei suoi studi di economia politica. Se aveva criticato la proprietà privata e il lavoro alienato della società capitalistica già a partire dal 1844, fu solo in seguito al panico finanziario del 1857, iniziato negli Stati Uniti e poi diffusosi anche in Europa, che si sentì obbligato a mettere da parte le sue incessanti ricerche e iniziare a redigere quella che chiamava la sua «Economia».

CON L’INSORGERE della crisi, Marx presagì la nascita di una nuova stagione di rivolgimenti sociali e ritenne che la cosa più urgente da fare fosse quella di fornire al proletariato la critica del modo di produzione capitalistico, presupposto essenziale per il suo superamento. Nacquero così i Grundrisse, otto corposi quaderni nei quali, tra le altre tematiche, egli prese in esame le formazioni economiche precapitalistiche e descrisse alcune caratteristiche della società comunista, sottolineando l’importanza della libertà e dello sviluppo dei singoli individui. Il movimento rivoluzionario, che egli credeva sarebbe sorto a causa della crisi, restò un’illusione e Marx non pubblicò i suoi manoscritti, consapevole di quanto fosse ancora lontano dalla piena padronanza degli argomenti affrontati. L’unica parte data alle stampe, dopo una profonda rielaborazione del «Capitolo sul denaro», fu Per la critica dell’economia politica, testo che uscì nel 1859 e che venne recensito da una sola persona: Engels.

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