La non continuità del dominio

A partire da «Il potere temporaneo» di Maurizio Ricciardi per Meltemi. Lo sguardo marxiano non si appunta più sulla sua fondazione e legittimazione. Ne segue piuttosto la «costanza dell’esercizio»

Il potere temporaneo si intitola il libro di Maurizio Ricciardi su «Karl Marx e la politica come critica della società» (Meltemi, pp. 230, euro 18). Tema onnipresente nella sconfinata opera di Marx, il potere è stato in effetti raramente fatto oggetto di un’analisi sistematica nella altrettanto sconfinata letteratura a lui dedicata.

Una delle interpreti più brillanti e raffinate che si sono soffermate sulla questione negli ultimi anni, Wendy Brown, ha preso le mosse (in La politica fuori dalla storia, a cura di Paola Rudan, Laterza) dalla focalizzazione di Marx sulla logica del potere, ponendo criticamente in rilievo lo scacco del suo tentativo di coglierla in modo «trasparente» e «oggettivo». Non è questa la via seguita da Ricciardi: la questione del potere gli offre piuttosto un filo conduttore attraverso cui seguire l’intero sviluppo dell’opera marxiana a partire dallo scarto che la scoperta del rapporto di capitale e dell’antagonismo che lo costituisce determina nei confronti della riflessione politica precedente. Continua a leggere

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Società e potere. Le riflessioni di un gruppo di studiosi intorno a un tema sempre attuale

Per chi si occupa del rapporto tra cultura e comunicazione è uscito da qualche mese un libro intitolato Società, potere e influenza (a cura di Rolando Marini, Edizioni Altravista, 2017, Broni (PV), 276 pagg. 23,00 euro). Il volume è il risultato di un lungo seminario tenuto all’Università per Stranieri di Perugia nel 2015 e comprende undici saggi ognuno dei quali meriterebbe un’approfondita presentazione; cosa che in tutta evidenza non è possibile nell’ambito di una recensione e questo è un problema pressoché insuperabile per i libri scritti a più mani.

Dichiarata la forzata incompletezza di quanto diremo, a cimentarsi nella riflessione sui tre concetti che danno il titolo al volume sono sociologi e filosofi italiani accomunati dall’esigenza di perfezionare la comprensione su come si articola oggi il rapporto tra società e cultura e su come si esercita il potere sotto il profilo dell’influenza. Continua a leggere

Lo sfruttamento dei viventi è sempre questione di potere

 «Dalla predazione al dominio. La guerra contro gli animali», un saggio filosofico a cura di Raffaella Colombo, Gianfranco Mormino, Benedetta Piazzesi, edito da Raffello Cortina

«Una guerra perpetua». Così Thomas Hobbes definì nel 1642 il nostro rapporto con le altre specie, un dominio istituzionalizzato, tanto rimosso dalla nostra coscienza quanto sapientemente pianificato, pervasivo e dalle dimensioni immani. E a ben vedere, gli animali sono ovunque nelle nostre vite, senza tuttavia lasciarne traccia apparente: alimentazione, vestiario, intrattenimento, sperimentazione medica e farmaceutica, sono solo alcuni degli ambiti che si reggono sulle vite brevi e «indegne» degli animali non umani.

LA RECENTE pubblicazione del volume Dalla predazione al dominio. La guerra contro gli animali (Raffaello Cortina, pp. 247, euro 21) del filosofo Gianfranco Mormino e delle filosofe Raffaella Colombo e Benedetta Piazzesi mira a indagare la genealogia di questa guerra attraverso tre direttrici principali – la religione, il diritto e la scienza – che, a detta dell’autore e delle autrici, rappresentano quegli snodi privilegiati dove osservare i meccanismi attraverso i quali abbiamo reso accettabile e naturale l’uccisione massificata di altri esseri viventi. Si tratta di un volume importante che in Italia segna la nascita del primo corso universitario in Human-Animal Studies – di cui il libro sarà il principale manuale – attivato presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Milano. Continua a leggere