L’espansione del mercato dell’usato

Recentemente la sociologia dei consumi si è arricchita di un importante contributo grazie a Domenico Secondulfo – ordinario di sociologia generale all’Università di Verona – che ha curato una ricerca intitolata, “Il mondo di seconda mano. Sociologia dell’usato e del riuso” (Angeli, Milano, 2016, 31,00 euro). Il libro contiene scritti dello stesso Secondulfo, di Paola Di Nicola, Gian Paolo Lazzer, Lorenzo Migliorati, Francesca Setiffi e Debora Viviani. La novità rappresentata da questo lavoro si può così sintetizzare: si tratta del primo studio sociologico sull’emergente mercato degli oggetti usati.

Partiamo dai numeri: “Il volume d’affari generato in Italia dall’usato è stato nel 2013, 18 mld, 1% PIL, di cui 7 mld on line (come risulta da un’indagine Doxa commissionata da Subito.it); la Camera di commercio di Milano ha stimato, tra il 2009 e il 2014, un incremento regionale dei punti vendita di usato pari al 40%. Secondo il rapporto nazionale sul riutilizzo del 2013, pubblicato dal Centro di ricerca economica e sociale “Occhio al riciclone”, nel 2013 il 48% degli italiani ha fatto ricorso almeno una volta al mercato dell’usato, on o off line”. La consistente crescita della domanda di beni di seconda mano ha indotto l’Unione Europea a inserire il mercato dell’usato nel piano strategico (2014-2020) che prevede il passaggio da un’economia lineare (basata sulla produzione di scarti) a un’economia circolare (basata sul riuso e il riciclo).

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I nuovi filistei. Conformismi dei nostri tempi

In un mondo in cui tutti cercano di distinguersi, di apparire diversi, unici e originali esistono ancora i conformisti? Sì, e in gran quantità dato che costituiscono la maggioranza degli appartenenti a ogni società, compresa la nostra. A partire da questa premessa Simonetta Bisi, docente di sociologia alla Sapienza di Roma, ha tracciato un quadro sulla formazione dell’identità collettiva contemporanea in un piccolo e denso tascabile intitolato La maggioranza sta. I conformisti del XXI secolo, (Bordeaux, Roma, 2017, 138 pagg., 16,00 euro). Il tema affrontato dalla Bisi è per certi versi spinoso perché nelle scienze sociali lo si dà per acquisito così come capita per la legge di gravità e spesso e volentieri gli studiosi si accontentano della sua funzione più immediata: il conformismo integra gli individui abbassando così il livello di conflittualità. E tuttavia c’è conformismo e conformismo. Di che tipo è il conformismo del XXI secolo?

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Zygmunt Bauman, un pensiero errante nel flusso della società

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Zygmunt Bauman

È morto a Leeds, all’età di 91 anni, il sociologo e filosofo polacco

Sorridente, con il vezzo incessante di usare l’amata pipa per dare ritmo alle parole delle quali non era avaro. Da ieri, lo sbuffo di fumo che accompagnava le conversazioni di Zygmunt Bauman non offuscherà più il suo volto. La sua morte è arrivata come un colpo in pancia, inaspettata, anche le sue condizioni di salute erano peggiorate negli ultimi mesi. E subito è stato apostrofato nei siti Internet come il teorico della società liquida, una tag che accoglieva con divertimento, segno di una realtà mediatica tendente alla semplificazione massima contro la quale invocava un rigore intellettuale da intellettuale del Novecento.

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Quando la casa diventa un incubo

Una ricerca di Eugenia Porro su donne e violenza domestica

paradisi crudeliPerché nelle società avanzate la violenza di genere persiste e non accenna a diminuire? Quali sono i meccanismi che nel tempo la producono e riproducono? Allo scopo di affrontare scientificamente queste domande Eugenia Porro, dottore di ricerca in sociologia alla Sapienza, ha realizzato uno studio recentemente pubblicato da Franco Angeli e intitolato: “Paradisi crudeli: donne e violenza domestica. Una ricerca sociologica in Italia e in Polonia” (202 pagg., 25 euro). Continua a leggere

Che fine ha fatto la vergogna?

 

vergognaGabriella Turnaturi, è una sociologa che da anni si occupa della vita quotidiana nella convinzione che l’indagine sulle relazioni interpersonali aiuti a svelare il funzionamento della società nel suo complesso senza ricorrere all’ausilio di grandi modelli teorici. Questa direzione di ricerca è confermata nell’ultimo suo lavoro: Vergogna. Metamorfosi di un’emozione, Feltrinelli, 186 pagg., 18,00 euro.

Il volume è scritto con un linguaggio perfettamente comprensibile anche ai non addetti ai lavori, ma non per questo è meno stimolante per chi ha voglia di riflettere sulle trasformazioni del nostro mondo interiore. Nella sua analisi Turnaturi parte da domande assai semplici che probabilmente tutti ci siamo fatti: nella nostra società che fine ha fatto la vergogna? Come mai sembra che non ci si vergogni più di niente? Quali mutamenti del sentire comune hanno cancellato la differenza fra modelli negativi e positivi, facendo di un evasore fiscale un testimonial di successo e di un politico corrotto un leader carismatico? Continua a leggere

Come si fabbrica l’opinione pubblica

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Pierre Bordieu

Da un lato, una situazione economica e sociale inedita. Dall’altro, un dibattito pubblico mutilato, ridotto all’alternativa tra austerità di destra e rigore di sinistra. Come si definisce lo spazio dei discorsi ufficiali, per quale prodigio l’opinione di una minoranza si trasforma in «opinione pubblica»? È ciò che spiega il sociologo Pierre Bourdieu in questo testo inedito, che riproduce una lezione tenuta al “Corso sullo Stato” nel 1990 al Collège de France di Parigi. Continua a leggere