Arriva a scuola il test sullo “spirito imprenditoriale” dei bambini. A giugno il test sui bambini imprenditori

Come ampiamente documentato sul sito online Roars, dal prossimo giugno maestri e docenti della scuola elementare e media dovranno certificare le competenze dei loro allievi, utilizzando i nuovi modelli nazionali predisposti dal Ministero dell’istruzione.

Per i ragazzini delle medie, la scheda di certificazione conterrà una parte dedicata alle 8 competenze europee redatta dai loro insegnanti ed una parte a cura dell’Invalsi, che registrerà i risultati ottenuti ai test di Matematica, Italiano ed Inglese, diventando di fatto fonte privilegiata di informazioni pubbliche sui livelli di apprendimento del singolo allievo. Continua a leggere

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Made in Italy, la via italiana alla società dello spettacolo

Le radici del Made in Italy affondano nella storia economica del nostro paese. Risalgono al tardo Medioevo e al Rinascimento con lo sviluppo di un artigianato di qualità che, insieme alla produzione di manufatti d’uso comune sempre più efficienti e raffinati, risultò decisivo per la realizzazione di innumerevoli capolavori d’architettura, scultura e pittura. Tra gli italiani tali capolavori hanno alimentato una diffusa sensibilità estetica che continua a palpitare ancora oggi. Passando a tempi assai più recenti il Made in Italy si intreccia con i processi di modernizzazione che hanno condotto oggi il nostro paese a diventare una nazione capitalistica avanzata, pur con tutti i suoi ritardi, squilibri e problemi. Continua a leggere

Le mani sull’infanzia per creare una scuola di bambini consumatori

Istruzione. Dal 1980 al 2004 gli investimenti per la pubblicità all’infanzia negli Usa passa da 15 milioni a 15 miliardi. Sotto attacco è il gioco, la ricreazione dei bimbi

È stata Juliet Schor, sociologa al Boston College, ad accorgersi del fenomeno. Stava studiando le famiglie che negli Usa praticano il cosiddetto downshifting, vale a dire la riduzione dei consumi, la decelerazione nella vita quotidiana, l’attitudine alla sobrietà e alla semplicità dei rapporti umani. E si accorse ben presto di una stranezza: nessuna delle famiglie che aveva fatto quella scelta aveva bambini in casa.

Da quella scoperta fu indotta a occuparsi del consumismo fra i bambini americani e scoprì un continente sommerso. In alcuni mesi di ricerca fu in grado di constatare una frattura storica sconvolgente: per la prima volta nella storia l’influenza formativa sui bambini dalle mani delle famiglie e degli insegnanti era passata alle imprese. Queste avevano lavorato alacremente per allargare un mercato ancora vergine e pressoché illimitato. Dal 1980 al 2004 gli investimenti in pubblicità destinata all’infanzia erano passati da 15 milioni di dollari l’anno a 15 miliardi. Continua a leggere

Ipotesi di futuro dentro la sconfitta

«Galera ed esilio», secondo volume dell’autobiografia di Toni Negri. Dall’esame della repressione politico-giudiziaria, all’incontro tra operaismo e poststrutturalismo. Spinoza, Leopardi e il Giobbe biblico, come «piste» di ricerca per vincere il nichilismo dell’epoca

Gran parte del mainstream culturale si è mostrata piuttosto irritata da questo Galera ed esilio, secondo volume di Storia di un comunista, autobiografia che Toni Negri sta scrivendo, con la compagnia, più che con la semplice cura editoriale, di Girolamo De Michele (Ponte alle grazie, pp. 447, euro 19,50). Ciò che probabilmente ha disturbato il conformismo di certi osservatori, è il fatto che Negri non rispetta per nulla la tradizione dei memoriali dei filosofi «impegnati».

Questi scritti si presentano solitamente in una tonalità melanconica, facendo mostra di una pensosa e «sapiente» distanza con il presente e i suoi conflitti. Negri invece fa tutto il contrario: legge il suo itinerario, di vita, di ricerca e di militanza, iscrivendolo in una storia collettiva, con il preciso intento di ricostruire ipotesi politiche per il presente. Continua a leggere

La Generazione Z e la trasformazione dei social network

La Generazione Z è stanca dei social network? La domanda corre da un po’ di tempo sulla stampa e tra gli esperti del marketing. Il fatto che due tra i principali sistemi di potere della nostra società drizzino le antenne significa che qualcosa non sta andando per il verso giusto. Il che costituisce un campanello d’allarme visti i cospicui  interessi in gioco, economici e politici. Come stanno esattamente le cose? Continua a leggere

L’irriducibilità dell’oggetto

Nuova edizione per i testi di Alfred Schmidt e Hans-Georg Backaus, due classici francofortesi che indagano l’opera di Marx in relazione con l’idealismo tedesco. «La realtà sfugge sempre alla presa del concetto, che non si lascia identificare»

Gli anni Sessanta del Novecento non sono stati solo la grande stagione dei movimenti, ma anche un periodo di straordinario rinnovamento e ripensamento del marxismo. A mio modo di vedere, il maggior rilievo lo hanno avuto tre correnti di pensiero che proprio in quella fase si sono sviluppate, non senza rapporto con i movimenti che attraversavano la società.

Le tre nuove letture del marxismo che hanno segnato il periodo sono state quella operaista di Panzieri, Tronti e Negri, quella althusseriana e quella francofortese. Tre esperienze nate nel cuore del vecchio continente (Italia, Francia, Germania) e molto diverse, anzi persino antagoniste, tra loro. Continua a leggere

Oltre il lavoro, reddito di base come idea di conflitto

 “Manifesto per il reddito di base” di Federico Chicchi e Emanuele Leonardi pubblicato da Laterza

Il reddito di base, incondizionato, individuale e universale è la proposta politica del futuro. È la tesi del Manifesto per il reddito di base rilanciata da Federico Chicchi e Emanuele Leonardi in un testo breve ed efficace (Laterza, pp. 64, euro 7, con una postfazione di Marta e Simone Fana).

Per reddito di base si intende un trasferimento monetario finanziato per via fiscale, erogato a tutti i residenti indipendentemente dall’identità nazionale, volto ad assicurare un’esistenza autonoma e degna. Il reddito di base non evoca un’istanza trascendentale (il «popolo»), una forma partito («oltre la destra e la sinistra», «etno-nazionalista», populista o para-fascista), né consegna gli esseri umani al sogno del capitalismo digitale della Silicon Valley, denaro gratis per consumare sulle piattaforme in cambio della rinuncia al potere di decisione sulla propria vita e sulla società. Continua a leggere