Quando ascoltiamo un sociologo parlare alla radio o in TV si tratta quasi sempre di un docente universitario. Ma la stragrande maggioranza dei laureati in sociologia non lavora all’università: si tratta dei sociologi professionali. Ovvero di coloro che si confrontano quotidianamente con la realtà del lavoro in ambito pubblico, privato e non profit. L’Associazione Sociologi Italiani (ASI) è oggi uno dei soggetti più impegnati nella valorizzazione del sociologo professionale. Nata nel 2016, conta delegazioni in tutte le regioni italiane e un albo di circa 500 iscritti. Abbiamo incontrato il Presidente dell’ASI, Antonio Sposito, per capire quale spazio occupa oggi un laureato in sociologia nel complesso mosaico del lavoro italiano. Continua a leggere
Giusto salario e contrattazione: la legge decide cos’è il TEC. Ma resta il nodo rappresentatività
Sulla Gazzetta Ufficiale n. 147 del 27 giugno 2026 è stata pubblicata la Legge n. 112 del 25 giugno 2026, di conversione del decreto-legge n. 62 del 30 aprile 2026 (“Disposizioni urgenti in materia di salario giusto, di incentivi all’occupazione e di contrasto del caporalato digitale”), finito al centro del dibattito pubblico soprattutto per aver introdotto il principio del “giusto salario” in attuazione dell’art. 36 della Costituzione, agganciandolo al trattamento economico complessivo (TEC) dei contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative. Continua a leggere
Socializzare i profitti. Una proposta per ripensare l’economia
Uno dei principi del neoliberismo recita così: se i ricchi diventano ancora più ricchi a giovarne sarà tutta la società. Purtroppo la realtà ha smentito la teoria: nel corso degli ultimi 40-45 anni i ricchi sono effettivamente diventati più ricchi, ma le diseguaglianze sociali sono aumentate e così pure la povertà: fino ad arrivare al paradosso dei lavoratori stabili che non arrivano a fine mese. Dinanzi a un fiasco ormai innegabile alcuni economisti iniziano a interrogarsi e a esplorare strade alternative rispetto a quelle tracciate dal neoliberismo. E proprio in questa direzione muove un libro intitolato: Socializzare i profitti. Le leggi generali dell’economia politica nell’era dell’Antropocene (Meltemi editore, Milano 2025, pp. 260, 20,00 euro). L’autore è Francesco Schettino, docente di economia politica all’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”. Continua a leggere
Oltre il delitto: lettura sociologica di un noir esoterico
Mauro Bonanno è uno di quei rari editori che scrivono libri. Ha al suo attivo diversi saggi ed è un profondo conoscitore della massoneria. Da non molto si è dedicato alla letteratura pubblicando una trilogia il cui primo volume si intitola: Arcani di luce e ombra. Un’indagine di Silvano Marrà (Edizioni Tipheret, Acireale, 2025). Si tratta di è un noir esoterico che supera i confini tradizionali del genere investigativo per trasformarsi in una riflessione sulla natura del potere, sui processi di costruzione del significato e sul rapporto tra visibile e invisibile. Più che raccontare un delitto, il romanzo esplora i meccanismi attraverso i quali le comunità producono simboli, custodiscono segreti e organizzano forme di sapere che sfuggono ai più. Continua a leggere
Politiche economiche, riforme del lavoro ed emigrazione giovanile: è tempo di porsi qualche domanda
Il tema dell’emigrazione all’estero dei giovani italiani in cerca di lavoro si riaffaccia ciclicamente nel dibattito pubblico, quasi sempre in occasione della presentazione di qualche nuovo rapporto istituzionale o dei risultati di qualche nuova indagine compiuta da centri di ricerca pubblici o privati. Nella percezione filtrata dai mezzi di comunicazione di massa, l’argomento sembra collocarsi in quella (sempre più) vasta categoria di allarmi sociali ricorrenti e necessari per mantenere viva nel pubblico l’inquietudine derivante dalla sensazione che per le stanze di casa vaghi sempre qualche animale non meglio identificato, ma sicuramente di grossa taglia. In realtà, il problema dei giovani italiani che lasciano l’Italia per cercare migliori opportunità di lavoro e di vita in qualche paese straniero viene affrontato quasi sempre in termini monodirezionali, concentrando l’attenzione sulla consistenza e sulla composizione dei flussi in uscita e sul corollario che ne deriva in termini di perdita economica per il Paese. Continua a leggere
La pianificazione e l’osteria dell’avvenire
Uno studio programmatico per un modello economico alternativo non può prescindere dall’uso flessibile della pianificazione
Dedicare adeguato spazio in questa rivista alla critica dell’economia e alla definizione di un paradigma alternativo è un’idea che assume ancor più rilievo alla luce degli ultimi accadimenti internazionali che sembrano precipitare velocemente verso un esito pericoloso e tutt’altro che auspicabile. Continua a leggere
Il regime epistemologico liberale e i suoi amici: Daniel Innerarity
La società della conoscenza ha un alter ego: la società dell’ignoranza. È questa l’indovinata ipotesi di lavoro del filosofo spagnolo Daniel Innerarity contenuta nel suo libro, La società dell’ignoranza. Sapere e potere nell’epoca dell’incertezza, (Castelvecchi, Roma, 2024, pp. 206). Ipotesi calata nel nostro mondo ipertecnologico e con la quale siamo invitati a riflettere sulla controversa relazione tra sapere e non sapere. Poiché della società della conoscenza si scrive e si discute da anni, Innerarity pone l’enfasi sulla trascurata ignoranza in un denso libro composto da una serie di articoli e saggi brevi. Ognuno dei pezzi tratta un tema relativo alla produzione, alla fruizione e all’istituzionalizzazione del sapere in questo primo scorcio del XXI secolo. Continua a leggere
Nuovo umanesimo, vecchia ideologia: come trasformare il dissenso in stupidità
Ha senso riflettere sulla stupidità umana? Sì, perché aiuta a capire cos’è l’intelligenza. In questa direzione muove il libro di Armando Massarenti intitolato, Come siamo diventati stupidi. Una immodesta proposta per tornare intelligenti, (Milano, Guerini e Associati, 2024, pp. 200). Prima di procedere, una nota sull’autore. Massarenti è caporedattore del Sole 24 Ore, giornalista culturale e divulgatore di filosofia per diletto. Dunque è utile occuparsi delle sue idee per l’influenza che esercitano sull’opinione pubblica tramite la testata della Confindustria; perché il suo libro fornisce un’aggiornata panoramica della psicologia umana in chiave cognitivista; e perché, come sosteneva Marx, per capire una società bisogna leggere i reazionari che produce. Continua a leggere
Semplificare la burocrazia? Una faccenda complicata
Sintesi – Semplificare la burocrazia? Una questione complicata – In Italia, la burocrazia lenta e farraginosa è stata storicamente considerata un freno allo sviluppo del Paese e una fonte di inutili complicazioni per cittadini e imprese. L’introduzione di sistemi digitali per l’accesso ai servizi di interesse generale, forniti sia dalla pubblica amministrazione che dalle aziende private, ha risolto alcuni problemi ma ne ha creati di nuovi. L’adozione di nuove tecnologie non implica automaticamente una semplificazione della burocrazia; in molti casi, l’esperienza concreta dei cittadini sembra dimostrare il contrario. Continua a leggere
Prestigio e disprezzo di una figura sociale: lo statale
In questo saggio analizziamo una figura passata nel tempo da molto popolare a molto impopolare: l’impiegato dello Stato. L’indagine si sofferma sulla combinazione di interessi che hanno determinato la caduta del prestigio di una categoria di lavoratori apostrofati negativamente come statali. Dall’analisi emerge che: la definizione di statale va ben oltre quella del semplice impiegato a cui di solito ci si riferisce; è rifiutata dall’alta burocrazia e dalle alte professioni che pure lavorano per lo Stato; il ruolo della politica è decisivo nel processo di disgregazione dell’immagine del dipendente pubblico. In conclusione l’analisi rileva che il discredito sociale si concentra prevalentemente sulla fascia bassa dei lavoratori pubblici. I quali sono stati trasformati in un facile capro espiatorio su cui scaricare le responsabilità quando i servizi destinati ai cittadini non funzionano come dovrebbero.