Dato il momento storico che stiamo attraversando, la casa editrice nottetempo ha compiuto un’operazione meritoria nel ripubblicare, prima nel 2011 e poi nel 2025, “Cultura di destra” di Furio Jesi (a cura di Andrea Cavalletti, 295 pp., 17,50 euro). Uscito originariamente nel 1979, il libro ha attraversato il tempo mantenendo intatta la sua forza critica. Ai due capitoli principali di cui si compone il volume, le ultime edizioni aggiungono tre inediti e una breve intervista all’autore. Materiali che ne arricchiscono il corpus e consentono di gettare uno sguardo ulteriore sul laboratorio intellettuale di uno studioso che non amava le facili sistemazioni. Perché leggere questo libro nel 2026? Da un lato, perché aiuta a comprendere i meccanismi culturali che alimentano oggi il richiamo, più o meno esplicito, ai valori del fascismo e persino del nazismo. Dall’altro, perché offre strumenti preziosi per decifrare i miti, i simboli e le parole d’ordine attraverso cui i sovranismi e la destra radicale costruiscono appartenenza e consenso. Continua a leggere
La sociologia professionale tra riconoscimento istituzionale e rilevanza sociale. Intervista ad Antonio Sposito, Presidente dell’ASI
L’Associazione Sociologi Italiani (ASI) rappresenta una delle realtà più attive nella promozione della figura del sociologo professionale, cioè di chi, al di fuori dell’accademia, opera nel mondo del lavoro su molteplici fronti: pubblici, privati e del Terzo Settore.
Fondata nel 2016 e riconosciuta come associazione professionale ai sensi della Legge 4/2013, l’ASI è presente su tutto il territorio nazionale attraverso delegazioni regionali e un registro di circa 500 soci iscritti.
Abbiamo incontrato il presidente dell’ASI, Antonio Sposito, per approfondire le principali sfide che i sociologi professionali si trovano oggi ad affrontare: dal riconoscimento pubblico della loro figura agli effettivi sbocchi occupazionali, dal rapporto, spesso complesso ma fertile, con il mondo accademico, fino al ruolo civile che la sociologia e chi la pratica possono esercitare nell’Italia contemporanea. Continua a leggere
Il dovere della memoria
Tutte le vittime della criminalità organizzata meritano la stessa attenzione e dignità. È questo uno dei messaggi principali contenuti nel libro di Francesco Neri, “Storie che non sono le nostre” (Terra Somnia Editore, Tricase, 106 pp., 14,00 euro). Anche il titolo del volume racchiude un significato preciso: vicende apparentemente lontane dalla nostra esperienza quotidiana ci riguardano da vicino perché coinvolgono la società in cui viviamo, le istituzioni che la governano e il sistema di valori che scegliamo di difendere. Infine, ma non meno importante, il libro esorta a non dimenticare per impedire che l’indignazione e la commozione scivolino lentamente ai margini della memoria pubblica, fino a precipitare nell’oblio. Continua a leggere
Democrazia liberale e nuova destra
Nel panorama politico statunitense le correnti di destra abbondano e, in prima istanza, possono essere divise tra conservatrici e reazionarie. Oggi la corrente reazionaria più aggressiva è rappresentata da figure come Elon Musk, Peter Thiel e Curtis Yarvin. Nel saggio Tecnomonarchi. Gli ideologi della nuova destra all’attacco della democrazia (Donzelli, 2025, pp. 208, 16,00 euro), Alessandro Mulieri offre una documentata ricostruzione di un fenomeno al contempo politico, economico e tecnologico. L’autore, Direttore di ricerca del Cnrs e docente a Sciences Po di Parigi, osserva criticamente le origini e le idee di un movimento che minaccia le fondamenta della democrazia liberale. La sua prospettiva si mantiene all’interno della stessa democrazia liberale e muove dalla preoccupazione per il radicalismo di alcuni ideologi reazionari legati alla Silicon Valley e vicini al trumpismo. Continua a leggere
Estate ‘36. L’ideologia dentro la favola
Estate ‘36 è una miniserie televisiva franco-belga disponibile su Netflix. La vicenda si svolge a Nizza sullo sfondo delle tensioni politiche e sociali della Francia, a pochi anni dallo scoppio della Seconda guerra mondiale. La serie contrappone il lusso del Palace Riviera e dell’alta borghesia ai quartieri popolari e al mondo operaio.
Come da cliché, l’enfasi è posta sul protagonismo delle donne. Sono loro a guidare la vicenda, a risolvere situazioni e a commettere due omicidi. Gli uomini rappresentano prevalentemente autorità, privilegio, denaro. Mentre le istituzioni pubbliche (incarnate dal commissario di polizia) appaiono poco efficaci nel risolvere i casi di omicidio. La soluzione arriva dall’iniziativa personale delle donne e dalla loro giustizia privata. Continua a leggere
Le 7 sorelle del digitale all’assalto del mondo
Un tempo facevano parlare di sé le “7 Sorelle”. Erano le compagnie occidentali che svolgevano un ruolo dominante sul mercato del petrolio. Sarà per la sua forza simbolica, ma oggi lo stesso numero ricorre e abbiamo le “7 Sorelle del digitale”, le quali esercitano un ruolo dominante nel mercato globale dei dati. Come le precedenti, le nuove 7 sorelle hanno un nome: Microsoft, Alphabet (la holding di Google), Amazon, Meta (la società che possiede Facebook, Instagram e WhatsApp), Apple, Nvidia, l’insieme delle aziende controllate da Elon Musk (tra le quali Tesla, SpaceX e X). Al ruolo politico-economico di queste aziende Luca Balestrieri ha dedicato un breve e lucido saggio intitolato Big Tech. Il potere dei giganti della tecnologia (Laterza, Bari-Roma 2026, 215 pp, 18,00 euro), pubblicato in una collana dalla grafica accattivante qual è “Fili Rossi”. Continua a leggere
Una mappa del pensiero neoreazionario
È naturale che in un’epoca di transizione come quella che stiamo attraversando emergono nuove idee di società. Alcune nascono come risposte per far avanzare la democrazia; altre come negazione di ogni forma di democrazia. È in questo secondo orizzonte che si colloca il movimento neoreazionario proveniente dagli Stati Uniti. Tale movimento prende forma agli inizi degli anni Duemila e presenta due particolarità: nasce in Rete e per lungo tempo molti suoi esponenti sono rimasti coperti dall’anonimato. In poco tempo il movimento neoreazionario ha attirato sia l’interesse che i finanziamenti di alcuni miliardari della Silicon Valley e di recente è stato cartografato dal ricercatore francese Arnaud Miranda in un libro intitolato Illuminismo oscuro. Le origini del pensiero neoreazionario, (Rizzoli, Milano, 2026, 183 pp., 18,00 euro). Continua a leggere
Il lavoro dei sociologi professionali. Intervista al Presidente dell’ASI, Antonio Sposito
Quando ascoltiamo un sociologo parlare alla radio o in TV si tratta quasi sempre di un docente universitario. Ma la stragrande maggioranza dei laureati in sociologia non lavora all’università: si tratta dei sociologi professionali. Ovvero di coloro che si confrontano quotidianamente con la realtà del lavoro in ambito pubblico, privato e non profit. L’Associazione Sociologi Italiani (ASI) è oggi uno dei soggetti più impegnati nella valorizzazione del sociologo professionale. Nata nel 2016, conta delegazioni in tutte le regioni italiane e un albo di circa 500 iscritti. Abbiamo incontrato il Presidente dell’ASI, Antonio Sposito, per capire quale spazio occupa oggi un laureato in sociologia nel complesso mosaico del lavoro italiano. Continua a leggere
Giusto salario e contrattazione: la legge decide cos’è il TEC. Ma resta il nodo rappresentatività
Sulla Gazzetta Ufficiale n. 147 del 27 giugno 2026 è stata pubblicata la Legge n. 112 del 25 giugno 2026, di conversione del decreto-legge n. 62 del 30 aprile 2026 (“Disposizioni urgenti in materia di salario giusto, di incentivi all’occupazione e di contrasto del caporalato digitale”), finito al centro del dibattito pubblico soprattutto per aver introdotto il principio del “giusto salario” in attuazione dell’art. 36 della Costituzione, agganciandolo al trattamento economico complessivo (TEC) dei contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative. Continua a leggere
Socializzare i profitti. Una proposta per ripensare l’economia
Uno dei principi del neoliberismo recita così: se i ricchi diventano ancora più ricchi a giovarne sarà tutta la società. Purtroppo la realtà ha smentito la teoria: nel corso degli ultimi 40-45 anni i ricchi sono effettivamente diventati più ricchi, ma le diseguaglianze sociali sono aumentate e così pure la povertà: fino ad arrivare al paradosso dei lavoratori stabili che non arrivano a fine mese. Dinanzi a un fiasco ormai innegabile alcuni economisti iniziano a interrogarsi e a esplorare strade alternative rispetto a quelle tracciate dal neoliberismo. E proprio in questa direzione muove un libro intitolato: Socializzare i profitti. Le leggi generali dell’economia politica nell’era dell’Antropocene (Meltemi editore, Milano 2025, pp. 260, 20,00 euro). L’autore è Francesco Schettino, docente di economia politica all’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”. Continua a leggere
