Tre domande a… Giorgio Benvenuto. Il processo unitario avviato dai sindacati deve essere condotto non per contarsi ma per contare

Catanzaro, 22 giugno 2019. Manifestazione Cgil, Cisl, Uil Ripartiamo dal Sud

Per i leader di Cgil Cisl e Uil la manifestazione dello scorso Primo Maggio a Bologna è stata l’occasione per lanciare l’avvio di un vero processo unitario. Crede che sindacato sia pronto per affrontare questa sfida?

Penso di sì. Questi ultimi due mesi sono stati ricchi di iniziative unitarie: ci sono state manifestazioni, diversi scioperi e l’ultimo, quello dei metalmeccanici, ha avuto un grande successo. E poi in calendario c’è l’iniziativa sul Mezzogiorno a Reggio Calabria. Da quanto vedo mi sembra che il sindacato si stia attrezzando per superare in via definitiva antiche divisioni. Noto anche una linea più precisa nel sollecitare il governo e il mondo politico a dare risposte concrete ai problemi del lavoro. Certo, è probabile che in questa fase la spinta all’unità sindacale sia più forte ai vertici, ma complessivamente mi sembra che sia in atto una svolta. Continua a leggere

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Gli imprevisti dell’«homo digitalis»

L’economista e sociologo francese Daniel Cohen sarà oggi al Salone del libro di Torino per presentare il suo nuovo saggio «I tempi sono cambiati», per Codice edizioni. «L’«apprendimento profondo è una espressione usata per indicare le funzioni delle macchine, che finora erano prerogativa solo degli umani – come avere dei ricordi, interpretarli, prendere decisioni e adattarsi, modificando il proprio ‘comportamento’. Tutto ciò può apparire entusiasmante. O, all’opposto, inquietante»

Con periodicità ammirevole, sono altre venti anni che l’economista e sociologo francese Daniel Cohen manda alle stampe, ogni triennio, il suo diario di bordo sul capitalismo che verrà. Con una particolare attenzione rispetto al metodo della cosiddetta scuola della regolazione, ma senza aderirvi del tutto, Cohen ha preso atto del tramonto del capitalismo industriale, del mescolamento delle classi sociali, delle trasformazioni profonde del mondo del lavoro. Ha però sempre anteposto l’analisi a qualsiasi tentazione nostalgica per il passato. Per questo è difficile qualificarlo appartenente a questa o quella tendenza teorica. È un lettore attento della società capitalistica, fuggendo da ogni possibilità di di essere un maître-à-penser o un intellettuale militante. In questo nuovo saggio, I tempi sono cambiati (Codice edizione, pp. 172, euro 19), l’autore si avventura in un mondo in fermento. Continua a leggere

Il digitale, gli statali, il sindacato e-book

Disponibile gratuitamente

in versione e-book.

La pubblica amministrazione sarà presto investita da una nuova ondata di automazione del lavoro grazie a inedite applicazioni basate sull’intelligenza artificiale. Come interpretare il fenomeno? Quali saranno le metamorfosi dei processi produttivi e dei rapporti con l’utenza? Come si sta attrezzando il sindacato per fronteggiare la prevedibile emergenza occupazionale?

 

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Il digitale, gli statali, il sindacato

La pubblica amministrazione sarà presto investita da una nuova ondata di automazione del lavoro grazie a inedite applicazioni basate sull’intelligenza artificiale. Come interpretare il fenomeno? Quali saranno le metamorfosi dei processi produttivi e dei rapporti con l’utenza? Come si sta attrezzando il sindacato per fronteggiare la prevedibile emergenza occupazionale?

Intorno a tali interrogativi ruotano le riflessioni e le proposte degli autori di questo breve saggio nel tentativo di offrire alle organizzazioni dei lavoratori uno strumento utile per prendere decisioni nell’interesse dei dipendenti pubblici, degli utenti e della società.

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I colpi della fortuna

Il sostantivo padronato è stato aggiornato con l’espressione associazioni datoriali. Ossia i sindacati di coloro che danno lavoro. In quando danno lavoro gli imprenditori sono dei generosi creatori di ricchezza per tutti. Perché protestare? Perché disubbidirgli? Infatti quasi nessuno protesta più né disobbedisce più. Tempi bui quelli in cui il padronato ti assumeva e licenziava quando gli conveniva, sfruttava il lavoro senza ritegno, governava fabbriche, aziende e uffici col ricatto e la paura, emarginava sindacalisti e contestatori, prolungava la giornata lavorativa con mille espedienti, ti pagava il meno possibile, in nero e se poteva faceva la cresta sulle ore lavorate. Poi un giorno sono arrivate le associazioni datoriali. Che fortuna ragazzi!

Il digitale, gli statali e il sindacato. Idee per una nuova politica industriale nel comparto pubblico Parte prima

Patrizio Paolinelli, Marco Biagiotti*

Avvertenza

Data la lunghezza del testo il presente saggio è stato suddiviso in tre parti per  agevolare la lettura di chi è interessato alle tematiche che affrontiamo.

Premessa

Oggi tutti parlano dell’intelligenza artificiale così come negli anni ’90 del secolo scorso tutti parlavano della realtà virtuale. Paradossalmente, per la realtà virtuale tanta popolarità fu l’inizio di un progressivo ridimensionamento che dura tutt’oggi, nonostante gli innegabili sviluppi e le numerose applicazioni. In altre parole, lavoro e vita quotidiana non mutarono radicalmente grazie a quella nuova tecnologia così come accadde con l’avvento del treno, della lampadina e del telefono. Per l’intelligenza artificiale le cose andranno diversamente? Sarà in grado di costituire un fattore di trasformazione del modo con cui si producono beni e servizi e del modo con cui si riproducono le nostre società? Sembrerebbe proprio di sì e per ragioni evidenti: oggi siamo in piena quarta rivoluzione industriale, i cambiamenti tecnologici accelerano la loro corsa sempre di più, l’intelligenza artificiale è ormai ovunque. Tanta evidenza va interpretata. E il nostro obiettivo qui è quello di contribuire alla costruzione di un punto di vista dalla parte dei lavoratori su un tema – il rapporto tra tecnologie informatiche e pubblico impiego – per il quale riteniamo dovrebbero far sentire di più e meglio la loro voce. Continua a leggere

Il digitale, gli statali e il sindacato. Idee per una nuova politica industriale nel comparto pubblico Parte seconda

Patrizio Paolinelli, Marco Biagiotti

4. Negoziare il digitale

La necessità di estendere la logica partecipativa nelle imprese anche ai nuovi modelli di organizzazione del lavoro è entrata già da tempo nel dibattito sull’implementazione dei nuovi processi di analisi e decisione delle strategie aziendali – specie nei settori più esposti all’innovazione tecnologica – a cominciare dalla pianificazione condivisa del percorso di costruzione delle competenze gestionali necessarie a governarne lo sviluppo in una prospettiva di sostenibilità (21). Si tratta di una dinamica partecipativa di cui investire il livello aziendale del confronto almeno quanto (se non addirittura più di) quello nazionale. A condizione che le rappresentanze dei lavoratori in azienda abbiano effettiva contezza dei problemi e degli scenari in atto (il che chiama in causa la qualità e l’estensione delle relazioni industriali) e, soprattutto, siano preparate a farsene carico in un rapporto dialettico costante col management. Il passaggio successivo di questo ragionamento investe la qualità delle relazioni industriali. Scrive in proposito Michele Tiraboschi: Continua a leggere